Attenzione
Commercianti condannati per il fallimento aziendale
Sono i responsabili della società di commercio delle carni “Fratelli Bellandi” La procura nel 2014 aveva riscontrato un ammanco di oltre 140mila euro
COREGLIA. Tre noti commercianti della Media Valle sono stati condannati con l’accusa di bancarotta semplice dal giudice delle indagini preliminari Riccardo Nerucci con il consenso del pubblico ministero Piero Capizzoto. Si tratta dei responsabili della società Fratelli Bellandi dichiara fallita il 17 ottobre 2014 dai giudici del tribunale. Una nota azienda con sede a Ghivizzano che aveva come oggetto sociale il commercio all’ingrosso di carni. Nei guai sono finiti i responsabili dell’azienda. Maria Vania Bellandi e Simone Bellasi hanno patteggiato la pena a due anni di reclusione mentre Bruno Bellandi ha ottenuto uno sconto di pena - una condanna a 18 mesi di reclusione con i benefici di legge come del resto anche gli altri due, tutti incensurati - in quanto ha assicurato alla curatela, attraverso un piano di rientro, di risarcire per quanto possibile i creditori della società fallita.
Ad accorgersi della situazione contabile non corretta fu il curatore nominato dal tribunale fallimentare. Il dottor Nicola Strappaghetti nel corso della sua attività scoprì che nella casse sociali mancavano circa 141 mila euro e la contabilità aziendale non era tenuta in modo corretto visto che mancavano alcune scritture e varie fatture. A quel punto ha informato l’autorità giudiziaria e gli atti sono passati alla procura della Repubblica che ha esercitato l’azione penale. L’azienda Fratelli Bellandi venne venduta all’asta alla società Carni Speciali Cuore con sede a Ghivizzano e a un prezzo di 36mila euro.
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