Sicurezza
Snai, la preoccupazione resta alta
Dopo il vertice di mercoledì i sindacati temono l’ipotesi dei trasferimenti
LUCCA. Caso Snai: per i sindacati la paura di una perdita di posti di lavoro resta alta. È vero che il nulla di fatto del vertice di mercoledì all'Associazione industriali di Lucca era dovuto a questioni prettamente pratiche (l’assenza di dati completi su cui confrontarsi) e che il confronto riprenderà il 24 maggio. Ma da quel poco che è stato discusso i rappresentanti dei lavoratori ne hanno tratto sensazioni poco incoraggianti.
«All’incontro la società avrebbe dovuto presentarci questo benedetto piano industriale che attendiamo da tempo – spiega Mauro Rossi della Fiom Cgil – ma ci è stato detto che il Cda si sarebbe riunito il 21 aprile, per cui non erano in grado di fornirci un quadro esaustivo. Da qui la proposta di rivederci e di aggiornarci al 24 maggio, in attesa dell’analisi della situazione “cantiere per cantiere”, come dicono da Snai».
Fin qui le ragioni del rinvio, ma lo stesso, qualcosa nel corso della riunione è stato detto. Alcuni elementi vengono considerati tranquillizzanti dal sindacato, come quelli sulle operazioni di risparmio, che dovrebbe passare soprattutto da «un’attenzione maggiore sulle voci di spesa per forniture e simili», altri che, invece, inducono a una qualche preoccupazione.
«Sul punto del futuro occupazionale – riprende Rossi – dall’azienda si è rimasti molto sul vago. È stata usata un’espressione però che si presta a una lettura allarmante, ossia quella di centralizzare le specializzazioni. Questo cosa vuol dire? Ci sono tre grossi poli: Porcari specializzato su betting e scommesse, Milano e Roma che invece sono le centrali per le macchinette. Questa centralizzazione di specializzazioni, è questo il nostro timore, potrebbe comportare trasferimenti da un sito all’altro. E anche se c’è la volontà di non licenziare, considerando che la stragrande maggioranza del personale è femminile, per molti questi trasferimenti rischiano di essere incompatibili, inconciliabili con la propria situazione familiare. E così, se si procederà con i trasferimenti, quasi sicuramente molti di questi si trasformeranno in licenziamenti. Io credo che sia il caso, anche da parte del sindaco di Porcari, di prestare grande attenzione su questo punto». Al momento siamo alle supposizioni, qualcosa di più chiaro potrebbe arrivare il 24 maggio. «E, in quell’occasione – chiude Rossi – noi vogliamo vedere un piano preciso».
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