Il dolore
Richiedenti asilo a scuola di giardinaggio
Iniziativa ideata e finanziata dalla Fondazione Banca del Monte per favorire l’integrazione dei profughi
LUCCA. Oggi ci sarà il primo incontro con i diretti interessati poi, a giorni, prenderà il via il progetto che vede coinvolti dieci richiedenti asilo, di 5 nazionalità diverse, per favorire la loro integrazione e, al tempo stesso, rendere un servizio alla comunità. Un progetto pilota, se vogliamo una goccia nel mare, ma da qualche parte bisogna partire. E così la Fondazione Banca del Monte non sono lo ha finanziato, ma ha proprio elaborato il progetto che prevede l’inserimento di dieci migranti, ospitati tra Lucca, Viareggio e Camporgiano, in un piano di lavoro e formazione.
In questo caso i dieci, scelti sulla base delle loro esperienze lavorative passate, saranno impegnati in un piano di formazione per la pulizia dei giardini. Una formazione pratica, che vedrà i dieci coinvolti (provenienti da Nigeria, Costa D’Avorio, Senegal, Pakistan e Mali) apprendere lavorando nel giardino dell’istituto Fermi.
L’iniziativa è stata presentata ieri mattina alla sede della Fondazione Banca Del Monte, alla presenza del prefetto Giovanna Cagliostro, del presidente della Fondazione Alberto Del Carlo e dei componenti del Cda, del sindaco di Camporgiano Pifferi, dell'assessore lucchese Sichi, dell'assessore viareggino Manzo del presidente della Confcommercio (che metterà a disposizione la sua agenzia formativa) Cordoni. Il progetto parte da un punto molto semplice, quello della necessità di non lasciare queste persone lì, depositate come pacchi postali, a non fare niente tutto il giorno nelle strutture di accoglienza, e non solo per una mera questione di immagine, quanto per loro stessi. Dandogli qualcosa da fare loro si sentono utili, la comunità locale è più disposta ad aprirsi e a vincere le sue diffidenze e, altro particolare importante, il territorio guadagna qualcosa (per esempio la sistemazione del giardino del Fermi appunto).
Una goccia nel mare dicevamo, ma è anche un inizio, un primo passo che, se dimostrerà di funzionare, potrà svilupparsi in più direzioni. Ampliando, con un gioco di parole, lo stesso progetto e il progetto stesso. Ossia riproponendo la stessa iniziativa che oggi coinvolge dieci persone ad altri richiedenti asilo ma anche, come ha sottolineato Del Carlo, ampliando il raggio di azione, passando a corsi ancor più elevati, come quello per la potatura degli ulivi. Una pratica fondamentale per mantenere anche il nostro patrimonio paesaggistico oltre che una risorsa della nostra economia, ma che sempre meno persone riescono a maneggiare.
Luigi Spinosi
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