La manifestazione
Rapina all’invalida, due anni e 4 mesi a uno dei malviventi
Lucca, durante una spedizione punitiva ai danni di un conoscente lo picchiarono e rubarono 500 euro all’anziana madre a Fosciandora
FOSCIANDORA. Doveva essere una sorta di spedizione punitiva nei confronti di un ex amico che evidentemente doveva dare dei soldi. Ma da un’esercizio arbitrario delle proprie ragioni si trasformò ben presto in una rapina in piena regola e a farne le spese fu anche un’anziana pensionata invalida a cui i due malfattori sottrassero 500 euro senza torcerle un capello, ma scagliandosi con pugni, botte e calci sull’ex compare: Paolo Giusti, 50 anni, di Fosciandora, con un passato tutt’altro che irreprensibile e legato a reati contro il patrimonio. Accadeva nel settembre 2015 e sette mesi dopo uno dei protagonisti della vicenda - arrestato dai carabinieri e messo ai domiciliari dal gip qualche giorno dopo i fatti contestati - è stato condannato in abbreviato (sconto di un terzo della pena) davanti al gup Giuseppe Pezzuti a 2 anni e 4 mesi di reclusione senza i benefici di legge. Si tratta di Fabrizio Guazzerotti, 51 anni, romano, che non poteva usufruire dei benefici di legge anche perché nel 2005 patteggiò al tribunale di Grosseto una pena di 3 anni e 4 mesi di reclusione con l’accusa di omicidio preterintenzionale per aver provocato la morte di un suo conoscente con il quale si era picchiato. La posizione dell’altro indagato - Livio Landi, 52 anni, residente a Manciano (Grosseto) - è stata stralciata e l’uomo è già stato rinviato a giudizio e verrà giudicato dal tribunale con l’accusa di rapina.
I fatti. I due maremmani avevano un conto in sospeso con Paolo Giusti, 49 anni, di Fosciandora. Forse soldi che non aveva restituito. Così, dopo l'ennesimo sollecito caduto nel vuoto, i due fecero un viaggio in Alta Garfagnana per affrontare di petto la situazione e cercare un chiarimento con l'ex amico che rifiutava di consegnare quei denaro. I due malviventi dalle parole passarono alle vie di fatto. Giusti venne preso a pugni e schiaffi. E a rimetterci fu l'anziana madre invalida del padrone di casa. Prima di scappare verso Ponte di Ceserana i maremmani si impossessarono dei soldi della donna - circa 500 euro - rinvenuti dopo aver messo a soqquadro l'abitazione e di un telefonino cellulare. Ma il padrone di casa si rivolse ai carabinieri che acciuffarono Guazzerotti e Landi.(l.t.)
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