Il Tirreno

Lucca

Lucca marca il passo: crescita lenta

di Alessandro Petrini

Analisi del sistema bancario: il costo del credito nella nostra provincia resta tra più elevati nel panorama toscano

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LUCCA. Il costo del credito a Lucca continua a essere tra i più alti della Toscana. Nonostante l’azzeramento dei tassi da parte della Bce, chiedere un prestito, un mutuo o finanziamento nel nostro territorio costa sempre qualche frazione di punto percentuale in più rispetto alle province vicine. Una caratteristica questa che è sempre stata presente nella storia recente della nostra città.

In particolare è un quadro in chiaroscuro quello presentato ieri mattina alla Camera di commercio da Giuliano Dini, l’ex direttore della filiale lucchese della Banca d’Italia che ogni anno a primavera fa il punto sul sistema creditizio e bancario lucchese. Il 2015, infatti, si è caratterizzato per un lieve miglioramento degli aggregati creditizi o, comunque, per una minore negatività, soprattutto a partire dalla seconda metà dell’anno. La sostanziale tenuta dei depositi, i segni di ripresa del credito al settore manifatturiero e alle famiglie consumatrici non salvano però Lucca dall’erosione delle proprie posizioni a livello regionale, offuscando progressivamente l’immagine di provincia modello, e continuando a perdere lentamente e progressivamente quota a livello regionale. In poche parole Lucca è cresciuta meno rispetto a tutte le altre.

Struttura. Il sistema bancario lucchese è ancora oggetto di interventi di razionalizzazione e riorganizzazione per fronteggiare la crescente concorrenza sul mercato del credito. Così c’è una lenta redistribuzione della rete di ciascuna banca e qualche nuovo insediamento nella Piana. Questo ha stoppato il taglio del numero complessivo degli sportelli, che a fine 2015 erano 247. Inoltre continua il trend positivo delle piccole banche che mangiano progressivamente quote di mercato ai grandi gruppi bancari.

Raccolta. Resta un elemento di forza del territorio, ma soprattutto in virtù dei livelli raggiunti in passato: Lucca resta in seconda posizione regionale dopo Firenze, ma accusa un progressivo indebolimento. I depositi e il risparmio postale sono cresciuti del 2,4% nel corso del 2015, portandosi a quota 8.099 milioni di euro. Anche la raccolta indiretta (5.524 milioni di euro a fine 2015) segnala una lieve ripresa.

Credito. Le difficoltà economiche del biennio 2013-14 si sono riflesse sull'andamento del credito erogato. Tuttavia nel 2015 si registra una prima inversione del ciclo negativo, con alcuni segnali positivi soprattutto dalla metà dell'anno.

Impieghi. Sono 9.274 milioni e, al netto di sofferenze e insoluti, hanno registrato un aumento su 12 mesi del +1,1% (+0,4% nell'ultimo trimestre) collocando Lucca nella fascia alta e dando un primo vero segnale di ripresa dopo diversi anni di diminuzione. Questa ripresa è dovuta alla crescita del credito al settore manifatturiero (+8,8%, meglio delle province vicine) e alle famiglie consumatrici (+4,4%), con particolare riferimento anche al credito al consumo (+4,1%).

Sofferenze. Il dato probabilmente più preoccupante è quello del deterioramento degli impieghi. Le sofferenze sono infatti cresciute del 16,4%, a comprova delle difficoltà attraversate dall’economia provinciale, peraltro con segni di miglioramento per l’anno in corso. Tale situazione si è riflessa sul costo del credito (tassi di interesse) risultato, per Lucca, generalmente superiore a quello praticato nelle aree vicine e a livello nazionale.

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