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Le opposizioni vanno all’attacco Fi: «I bimbi al polo tecnologico»
CAPANNORI. «Perché i 60 bambini dell'asilo di Lammari chiuso dal Comune non sono stati trasferiti nella struttura del polo tecnologico di Segromigno?»: la proposta arriva dal capogruppo di Forza...
CAPANNORI. «Perché i 60 bambini dell'asilo di Lammari chiuso dal Comune non sono stati trasferiti nella struttura del polo tecnologico di Segromigno?»: la proposta arriva dal capogruppo di Forza Italia, Anthony Masini.
«La struttura è vuota da 2 anni e basterebbe poco per allestirla con ambienti idonei e più spaziosi per accogliere i bimbi. Come al solito l'amministrazione comunale riesce a scontentare tutti. Dopo la chiusura della scuola di Tassignano con lo spostamento dei bimbi a Lunata che ha messo in difficoltà tutti, ora con l'asilo di Lammari i bambini sono costretti a convivere in spazi ristretti e poco adatti. Il Comune butta via tanti soldi in cose futili, ma questi sarebbero spesi bene».
Sul caso anche Alternativa Civica torna ad attaccare il sindaco: «È singolare che tutte le responsabilità debbano essere attribuite ad altri, ai tecnici e non al sindaco, al suo predecessore e alle giunte che si sono succedute. Ci sono gravi errori tecnici che ci auguriamo vengano appurati e contestati per giungere ad una doverosa richiesta di risarcimento dei danni, materiali e di immagine. Ma ci sono anche indubbie responsabilità politiche. In primis la scelta di realizzare a Lammari una struttura innovativa di bioedilizia a Lammari, dove la falda acquifera si trova a 30 centimetri dal piano di campagna e non si è minimamente pensato ad alzare il terreno. Anche piccole infiltrazioni di acqua potrebbero diventare deleterie per la struttura».
Altro punto contestato da Alternativa Civica, è rappresentato dalla scelta del team di professionisti incaricati della stesura del progetto, della direzione dei lavori e della sua certificazione: «Soprattutto vorremmo che, per un semplice principio di autotutela, venissero sospesi gli incarichi che alcune delle stesse persone hanno ancora oggi per opere analoghe». E poi il «campanello d'allarme del 2014, quando vennero stanziati oltre 20mila euro per rimediare a delle infiltrazioni d'acqua nella struttura ancora in costruzione. Possibile che agli amministratori e ai tecnici non sia venuto in mente di fare verifiche più approfondite per evitare i guai che si sono manifestati poco dopo il termine dei lavori? Inoltre il dirigente del servizio lavori pubblici era ed è il più alto in grado dei tecnici che si doveva occupare dell'opera e ora si dovrebbe occupare di risolvere il caso, con professionisti da lui scelti e incaricati. Ben venga un'inchiesta della procura perché i cittadini di Capannori devono sapere fino in fondo la verità e chi sono i responsabili, senza ombre».
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