Il Tirreno

Lucca

Due inchieste sull’asilo nido di Lammari

di Luca Tronchetti
Due inchieste sull’asilo nido di Lammari

La procura appone i sigilli alla struttura Il Comune chiederà un accertamento tecnico

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CAPANNORI. Un’indagine penale e una amministrativa sull’asilo nido di Lammari. Inchieste autonome, ma che in una fase successiva potrebbero avere anche punti in comune. La procura della Repubblica - dopo che il 6 aprile aveva ricevuto notizia della chiusura dell’edificio pubblico costato 1,3 milioni e aperto nel settembre 2014 - ieri mattina ha apposto i sigilli alla struttura con la sezione di polizia giudiziaria dei carabinieri inviata dal sostituto procuratore Salvatore Giannino a sequestrare l’asilo nido e contestualmente ad acquisire al comune di Capannori la documentazione completa legata alla realizzazione dell’edificio scolastico: dal capitolato d’appalto alle certificazioni di conformità sino alle forniture e l’impiego di materiale. I carabinieri della pg hanno effettuato anche un sopralluogo all’interno dell’asilo «Cosimo Isola» chiuso dal sindaco di Capannori, Luca Menesini. E hanno constatato ad occhio nudo problemi strutturali soprattutto nelle parti in legno e nelle pareti che mostrano preoccupanti «sfarinature» e insolite «muffe» oltre a segni di degrado legati all’umidità.

Nessun indagato. Al momento la vicenda dell’«asilo della vergogna» è stata iscritta a modello 44: il registro delle notizie di reato a carico di persone ignote o, comunque, notizie per le quali il pubblico ministero, nel momento in cui ordina l’iscrizione, non è in grado di individuare la persona alla quale debba essere addebitato il reato e quindi di formulare un addebito nei confronti di una o più persone precise. È innegabile però che nel mirino degli investigatori ci sia la ditta del Lazio che si è aggiudicata i lavori e le imprese subappaltatrici.

Indagine amministrativa. Il sindaco Menesini è giustamente infuriato e vuol andare sino in fondo pronto a una causa civile risarcitoria «verso i responsabili di una vicenda di una simile gravità». Per questo ieri mattina ha affidato all’avvocato Giuseppe Toscano di portare avanti una causa di carattere amministrativo davanti al tribunale civile chiedendo al giudice un accertamento tecnico preventivo tramite un consulente di fiducia per evidenziare i problemi e quantificare i costi in modo da ripristinare lo stato dei luoghi e risarcire eventualmente i danni causati. «Formalizzerò l’incarico nelle prossime ore. - dice l’avvocato Toscano - La tempestività nella segnalazione dell’amministrazione legata a notizie avute sul mal funzionamento dei bagni e sulle muffe è stata fondamentale e forse ha originato anche il provvedimento del sequestro cautelare del pm in maniera autonoma rispetto all’accertamento che vuol esperire il comune di Capannori che ha già eseguito per suo conto carotaggi ancora da completare».

Gara e collaudo. L’edificio scolastico venne regolarmente collaudato e la gara d’appalto in concessione venne effettuata al massimo ribasso con progetto già esecutivo e con la ditta vincitrice che poi operò con subappaltatori.

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