Sicurezza
Bandito in maschera davanti al gip
Domani udienza di convalida per l’ex pasticciere di Bagni di Lucca
LUCCA. Stamani gli atti legati all’arresto di Francesco Ugolini, 59 anni, ex pasticcere di Bagni di Lucca, il bandito in maschera preso dai carabinieri per la tentata rapina alla filiale di Fornaci di Barga del Monte dei Paschi di Siena, saranno sul tavolo del capo dei gip Giuseppe Pezzuti che li esaminerà e che dovrebbe fissare per domattina l’udienza di convalida dell’arresto del rapinatore che si trova recluso nel carcere di San Giorgio. Ugolini ha nominato come legale l’avvocato Tiziana Bertani.
Rapinatore seriale. Ugolini è indagato anche perché ritenuto autore di almeno 19 rapine dal 2013 ad oggi di cui 7 andate a buon fine. In tutte avrebbe usato la stessa maschera (sequestrata dai militari), la stessa pistola giocattolo, lo stesso furgone bianco (un Ducato) al cui interno c’era la bicicletta con cui si allontanava dopo i colpi. Avrebbe organizzato queste rapine in quanto, a suo dire, strozzato dai debiti e con il fiato di Equitalia sul collo. Nei suoi confronti vi sarebbe un precedente di polizia legato alle armi, stando al suo avvocato una semplice dimenticanza inerente al passaggio di proprietà dal padre al figlio. Un insospettabile a cui i carabinieri hanno dato la caccia per 36 mesi sino a quando, il sostituto procuratore Elena Leone titolare dell’indagini, ha deciso di far applicare sul furgone dell’ex pasticcere - notato dalle telecamere nelle vicinanze delle banche ogni volta che il rapinatore mascherato entrava in azione - un sofisticato dispositivo tecnologico.
Paese sotto choc. Incredulità e stupore ieri mattina a Bagni di Lucca per l’arresto di Francesco Ugolini. Lui abita a Monti di Villa assieme alla moglie e alla madre. Al Bar Italia a Ponte a Serraglio le commesse si affannano a parlare di «un uomo mite, simpatico, che spesso passava a prendere un caffè e che amava intrattenersi con gli altri». «Francesco è sempre stato molto affabile, gentile. Offriva volentieri il caffè a chi si fermava a scambiare due parole con lui. - dice Lucia Brogi - La scorsa stagione mi ha anche portato dei semi da fiori che gli avevo chiesto». «Si faceva vedere spesso con i suoi tre cani - aggiunge la collega Sacha Rossi - che aveva trovato e adottato». Negli anni 80 aveva iniziato con una falegnameria aprendo un laboratorio dal nome LAV (laboratorio artigiano verniciature) a Ponte a Serraglio. Lì aveva iniziato la produzione di quadri e cornici. «Quello che è avvenuto al mio amico Francesco è legato a un vero e proprio problema sociale» dice Roberto Balatri che con Ugolini ha condiviso le battaglie politiche degli anni 80 all'interno del Pci. «Insieme organizzavamo le Feste dell'Unità. Umanamente lo considero una vittima del sistema che giorno dopo giorno sta stritolando i piccoli lavoratori». (l.t.)
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