La manifestazione
Giù la maschera: rapinatore in manette
È un ex pasticciere di 59 anni di Bagni di Lucca: sarebbe il responsabile di decine di colpi avvenuti in Lucchesia e a Pistoia
LUCCA. Alla fine la maschera è caduta. Francesco Ugolini, ex pasticciere strozzato dai debiti e col fiato di Equitalia sul collo, l’aveva indossata decine di volte per mettere a segno le sue rapine in banca. L’ultima volta proprio ieri con l’idea di colpire la filiale del Monte dei Paschi di Siena di Fornaci di Barga. La stessa banca l’aveva già presa di mira qualche mese prima ma questa occasione l’intervento dei carabinieri della stazione di Altopascio e del nucleo radiomobile di Lucca ha bruscamente modificato un copione che Ugolini seguiva a menadito da almeno due anni. È stato arrestato in flagranza mentre, dopo essere sceso da un furgone bianco, un Fiat Ducato, in sella alla sua bicicletta, con la maschera in volto e la pistola giocattolo in mano, si trovava davanti all’ingresso della filiale.
Impossibile questa volta, per Francesco Ugolini, 59 anni, di Bagni di Lucca, riuscire a scappare. In passato c’era sempre riuscito. È accusato infatti di aver compiuto diciannove rapine in Lucchesia, sette delle quali riuscite (anche se con bottini mai troppo sostanziosi), altre anche a Pistoia, a Firenze e una addirittura a Modena.
Al momento non è ancora possibile quantificare a quanto ammonti la cifra totale sottratta dai vari istituti di credito: saranno le indagini della Procura, dirette dal sostituto procuratore Elena Leone, a ricostruire i dettagli. Certo è che il suo modo di operare non era passato inosservato. Il cinquantanovenne infatti agiva sempre col volto coperto da una maschera: di solito arrivava agli istituti di credito a piedi o in bicicletta armato di pistola giocattolo. Una volta dentro intimava ai dipendenti di dargli i soldi ma mai con cattiveria, anzi in modo educato. Pare infatti, da alcune testimonianze raccolte, che in alcune occasioni, davanti al rifiuto degli impiegati di consegnargli il denaro, Ugolini abbia detto: «Va bene, se mi aprite la porta vado via». Un rapinatore “gentile”, così lo avevano definito. Un ex pasticciere che sembra si fosse trasformato in criminale per fronteggiare i debiti dopo che la sua attività era andata in crisi. Allo stesso tempo però un rapinatore seriale che agiva di solito a fine mese, che non sempre riusciva a portar via qualcosa e che se anche ci riusciva non ha mai raccattato bottini sostanziosi. Ha sempre agito da solo, scappando inizialmente a piedi o in bicicletta completando poi la fuga a bordo di un furgone bianco, un Fiat Ducato. Ed è da qui, da questo furgone, che sono partite le indagini dei carabinieri.
Ciò che fin da subito è apparso strano infatti, è che Francesco Ugolini riuscisse a far perdere le sue tracce in pochissimo tempo: cosa difficile da fare quando si scappa a piedi o in bicicletta. Sono state le telecamere installate nelle zona della filiale del Monte dei Paschi di viale Cavour ad Altopascio, che Ugolini aveva tentato di rapinare lo scorso 25 marzo, a “immortalare” il furgone bianco. La complessa indagine, sviluppata anche mediante l'utilizzo di ausili tecnici, ha avuto una svolta ieri mattina intorno alle 10.30 con l’arresto del cinquantanovenne che ora si trova nel carcere di San Giorgio: dovrà rispondere dei reati di rapina e tentata rapina. I carabinieri hanno anche perquisito l’abitazione nella quale l’ex pasticcere viveva con la moglie: qui hanno trovato il motorino e il casco, anche questi usati in occasione di alcune rapine. Li aveva utilizzati anche nel mese di giugno del 2014 quando nell’arco di tre ore aveva assaltato le agenzie di quattro istituti di credito, spostandosi rapidamente in sella a uno scooter da Lappato a Porcari, da Altopascio a San Leonardo in Treponzio: in quell’occasione riuscì a portare a termine solo un colpo portando via 100 euro.
Anche il prefetto di Lucca, Giovanna Cagliostro, ha espresso compiacimento «al comandante provinciale, colonnello Marco Rosi e ai militari della stazione dei carabinieri di Altopascio per la brillante attività di indagine che ha consentito di portare a conclusione una lunga attività investigativa».
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