Sicurezza
Bimbo morto durante il parto, parla la ginecologa
LUCCA. Bimbo morto durante il parto: udienza aggiornata al 24 maggio. Ieri al tribunale di Lucca, di fronte al giudice Silvia Mugnaini, si è tenuta l’udienza per il caso che vede imputata la...
LUCCA. Bimbo morto durante il parto: udienza aggiornata al 24 maggio. Ieri al tribunale di Lucca, di fronte al giudice Silvia Mugnaini, si è tenuta l’udienza per il caso che vede imputata la ginecologa Susanna Innocenti, accusata di omicidio colposo in relazione alla morte di un neonato avvenuta il 2 maggio 2013, durante il parto all’ex ospedale Campo di Marte. Dopo aver ascoltato le dichiarazioni spontanee della ginecologa, che ha ribadito di aver operato correttamente, il giudice ha aggiornato l’udienza al 24 maggio. L’imputata, difesa dagli avvocati Enrico Marzaduri e Francesca Lenzi, ha optato per il rito abbreviato. Per gli inquirenti il personale medico avrebbe dovuto procedere con il cesareo anzichè insistere con il parto naturale. Originariamente gli indagati erano otto, ma nel corso degli accertamenti tecnici disposti dal sostituto procuratore Antonio Mariotti (che si avvalso di un paio di consulenti) sono uscite dal processo altre quattro persone tra ginecologi, pediatri e infermieri. Il procedimento nei confronti delle altre tre ostetriche coinvolte va avanti separatamente.
I fatti. Sono le 11 del 2 maggio 2013 e una giovane mamma cingalese di 31 anni che dal 2010 vive nella periferia cittadina e prestava, sino al momento della gravidanza, servizio in una famiglia come badante entra nel reparto di ostetricia-ginecologia dell’ospedale Campo di Marte. È al nono mese e deve dare alla luce il suo bimbo. Trascorrono diverse ore in sala parto e alla fine, sono le 16,45, il piccino nasce. Ma purtroppo quando esce dal ventre materno il suo cuoricino ha già cessato di battere. Nessun vagito: è nato morto. Il padre, un cingalese che abita a Lucca dal 2007 e che deve arrangiarsi come lavapiatti a ore dopo aver perduto il lavoro perché la ditta in cui era impiegato aveva chiuso i battenti, viene avvertito del decesso del figlio. La madre, a cui inizialmente viene nascosta la verità, resta ricoverata sino al 6 maggio. Implicazioni penali. Dopo il decesso passano sei giorni prima che la procura venga avvertita della morte del piccino durante il parto. Ad avvisare i magistrati è il legale della famiglia cingalese, avvocato Costanza Cecchini, perché i suoi assistiti piombano nel suo studio per chiedere di accelerare l’iter per la sepoltura visto che il corpicino del neonato sei giorni dopo il decesso era ancora in una cella frigorifera dell’obitorio».
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