Sicurezza
Un bambino su due non è andato a mensa
Il comitato che contesta la refezione scolastica parla di un successo per il “panino-day” che proseguirà sino a venerdì
CAPANNORI. La protesta c'è stata. Il comitato è soddisfatto dopo la prima giornata di “sciopero della mensa”, andata in scena ieri nelle scuole dell'infanzia ed elementari capannoresi. I genitori, che da mesi contestano la qualità del cibo servito nelle mense, hanno organizzato il panino-day. In pratica i bambini non hanno usufruito della refezione scolastica, ma si sono portati un pranzo al sacco da casa.
La protesta, organizzata dal Comitato "problema mensa" ha coinvolto diverse scuole, con una partecipazione a macchia di leopardo, ma in alcuni plessi è stata massiccia secondo i rappresentanti del comitato: un bimbo su due ha rinunciato alla mensa e ha mangiato panini, tramezzini e macedonie di frutta. «L'adesione è stata alta, in alcune scuole anche del 50-60%, in altre anche superiore – dicono i promotori – la percentuale più alta di adesione è stata alle scuole dell'infanzia di Badia di Cantignano e a Colognora, così come alla elementare di San Ginese. Una risposta al di sopra delle aspettative si è avuta a Marlia, Lammari e Gragnano. Una buona risposta nel complesso, pur con qualche "buco", a riprova del fatto che il problema è sentito».
Un flop invece a Capannori centro, dove sono presenti sia la materna che l’elementare. La protesta andrà avanti fino a venerdì. Il comitato continua a spingere sulle sue richieste principali, ovvero più chiarezza sulla provenienza del cibo, prodotti della filiera corta, utilizzo delle cucine interne e un ruolo più attivo di controllo della commissione mensa.
Lo scopo dell'iniziativa, che è stata definita "simbolica", è aprire una trattativa col Comune: «Questa – dice il comitato – è la risposta al mancato dialogo con l'amministrazione».
Un'iniziativa che ha trovato l’opposizione dei dirigenti scolastici: «Ci hanno ostacolato e invitato a riflettere, ma non ci siamo fatti intimorire, in alcune scuole stamani (ieri ndr) – attacca il comitato – il personale scolastico ha avuto disposizioni di fare mangiare prima i bambini alla mensa, mentre gli altri sono stati fatti aspettare per evitare una contaminazione con gli altri cibi. Ma a quell'ora i bimbi sono affamati. E sui rischi di contaminazione ci chiediamo: allora durante la merenda consumata in classe non ci sono gli stessi rischi? E in sala mensa perché un bimbo intollerante al glutine viene lasciato al tavolo coi compagni dove in mezzo c'è il cestino del pane? E "l'inevitabile disagio dei bambini" non è niente in confronto alla qualità generale del servizio di refezione dal gennaio 2015. In questo momento di incremento esponenziale di sofisticazioni, adulterazioni e e frodi alimentari vogliamo sapere da dove vengono prodotti gli ingredienti e tornare agli approvvigionamenti locali».
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