Sicurezza
Il monolite è a posto A Natale via Ingrillini sarà aperta alle auto
Tempi rispettati per la collocazione del sottopasso Smentiti i timori della vigilia sulla presenza di falde
LUCCA. L’imprevisto era dietro l’angolo. In un certo senso era stato anche messo in preventivo da chi era impegnato nell’opera. Invece domenica, alle 23,32, come da programma, il primo treno è regolarmente passato da via Ingrillini, anzi, “sopra” via Ingrillini, dopo 48 ore di linea interrotta. Sotto le rotaie il “monolite”, il blocco di calcestruzzo che costituisce l’anima del sottopassaggio ferroviario destinato a prendere il posto del vecchio passaggio a livello.
È stata un’impresa tecnicamente notevole quella che si è consumata nei due giorni precedenti, quando, ancor prima delle fatidiche 48 ore di stop ai treni, il monolite aveva iniziato a muoversi in direzione dei binari, verso la sua collocazione definitiva. Il blocco, del peso di 1.800 tonnellate, costruito direttamente sul posto, doveva essere fatto letteralmente scivolare sotto la scarpata ferroviaria. Agendo con dei pistoni il blocco è stato fatto scivolare per oltre 25 metri. Però, per mettere il monolite in sede occorreva eliminare l’ultimo lembo di terra, quello sotto la ferrovia appunto (e, poi, lembo per modo di dire viso che si trattava di diverse migliaia di metri cubi di terra e roccia), dopo aver spostato i binari. Quindi muovere il blocco e poi risistemare per consentire il passaggio dei convogli. Il tutto nel minor tempo possibile, visto che per fare l’operazione occorreva necessariamente interrompere una linea ferroviaria.
Insomma, inutile nasconderlo, la preoccupazione che qualcosa potesse andare storto c’era. Invece, nonostante qualche piccolo problema di carattere tecnico, non solo i tempi sono stati rispettati, ma addirittura le operazioni di risistemazione dei binari sono partite anche in lieve anticipo sui tempi previsti.
«Ieri (domenica per chi legge ndr) ho passato l’intero pomeriggio sul posto – commenta l’assessore Celestino Marchini – ed è andato tutto benissimo. Il monolite è andato al suo posto con una precisione sbalorditiva. Non si escludeva il rischio di qualche problema nell’operazione, in particolare per quanto riguarda le infiltrazioni, ma non ci sono stati intoppi».
Il timore principale era legato alla possibile presenza di una falda acquifera quasi superficiale nel tratto di terra da rimuovere (e lì si doveva scavare per una profondità di 7 metri). Per questo sul cantiere era stato predisposto un sistema di pompaggio per rimuovere l’acqua, che però non c’è stato bisogno di usare. L’unico inconveniente segnalato riguarda proprio i pistoni che dovevano spostare il monolite, che hanno avuto un problema risolto però in tempi brevissimi. Domenica, a metà pomeriggio, il blocco di calcestruzzo era già al suo posto. Gli operai a quel punto hanno lavorato a riempire i vuoti laterali e, attorno alle 17, è partita la risistemazione del binario, «con un sistema straordinario – riprende Marchini – una macchina da oltre un milione di euro che in un paio di ore ha sistemato e livellato i binari. Un’opera per la quale una volta sarebbero serviti giorni e centinaia di persone».
Adesso, senza più interruzioni ferroviarie, resta da completare l’opera: «Ci sono da realizzare la base su cui poggerà la strada e i muri di contenimento. Poi resteranno le opere finali, come l’asfaltatura e l’impianto di illuminazione. Ma il grosso dell’intervento sarà finito a ottobre, poi tra rifiniture e collaudi contiamo di aprire il sottopasso per Natale. E comunque c’è da fare un plauso alle ditte costruttrici, la Baraldini e la Varia, quest’ultima lucchese, un motivo di orgoglio in più per la nostra città».
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