Il dolore
Aperto un altro negozio cinese in centro storico
L’inaugurazione sabato nella centralissima via Buia. Una dipendente: «Ben vengano gli stranieri»
LUCCA. «I lucchesi non sanno fare gli imprenditori ed è per questo che i negozi storici stanno morendo». Lo dice in maniera diretta e senza peli sulla lingua una delle commesse di Euro Fashion, il nuovo negozio di abbigliamento che ha aperto in via Buia pochi giorni fa prendendo il posto dello storica pelletteria targata Innocenti.
La titolare dell’attività, che ha origini cinesi ma che si è trasferita in Italia circa vent’anni fa, preferisce non parlare. Ha scelto di aprire un nuovo negozio (l’altro suo punto vendita si trova in Borgo Giannotti) puntando sul centro storico e riuscendo a far fronte, a differenza di altri, a un canone d’affitto piuttosto oneroso, che supera i quattromila euro al mese. Questa sembra essere la tendenza se si vuole prendere in affitto un locale che si trova nel cuore del centro.
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«Se dobbiamo cercare qualcuno che ci dà un lavoro ben vengano gli stranieri - afferma la dipendente - qui i commercianti storici sono quelli che girano col Mercedes e che hanno al polso un Rolex ma sono anche quelli che per mantenere questo tenore di vita arrivano anche a non pagare i dipendenti. Io sono lucchese e so come funziona qui in città. Tutti hanno la puzza sotto il naso, compresi i clienti mentre sarebbe ora di riscoprire un po’ di umiltà. Se gli stranieri riescono ad aprire nuove attività vuol dire che sono più bravi nel fare questo lavoro. Quindi non riesco davvero a capire questo accanimento».
Ci va giù duro la dipendente di Eurofashion che ha alle spalle quasi trent’anni di lavoro nel settore amministrativo e contabile di diverse aziende della provincia. «Ho dovuto ricominciare a fare la commessa - dichiara - perché le ditte per le quali lavoravo hanno chiuso tutte. E sono felicissima che la titolare di Eurofashion mi abbia dato questa possibilità: lei mi ringrazia per il lavoro che faccio mentre in altre realtà questa cortesia non c’è. Dico ai lucchesi: chiedevi perché qui aprono le attività gli stranieri. La crisi secondo me non è il vero motivo o almeno non è l’unico». Secondo la dipendente infatti, l’errore dei commercianti storici è stato quello di mantenere alti i prezzi e di rivolgersi esclusivamente a clienti di élite. «Il commerciante storico - afferma ancora la dipendente - tendeva a fare delle differenze tra clienti di serie A, quelli più abbienti, e clienti di serie B. Hanno mantenuto i prezzi troppo alti senza considerare il fatto che i loro clienti di serie A nel frattempo non erano più nelle condizioni di poter spendere tanto a causa della crisi. In più le catene hanno cominciato a prendere piede nel centro storico e per loro i clienti sono tutti uguali, l’importante è che una volta arrivati alla cassa paghino. Non ti guardano dall’alto in basso quando entri nel negozio. La crisi economica ha sempre fatto una scrematura e io penso che alla fine a resistere sono i più bravi. Tutto qui». Intanto, mentre i fondi sfitti aumentano, sembrano non arrestarsi i movimenti. Pare infatti che presto potrebbe essere di nuovo occupato il fondo della storica pelletteria Cariola (chiusa nel 2012) in via Vittorio Veneto: potrebbe trasferirvisi un’attività di abbigliamento che già si trova in centro .
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