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Lucca

«Il casello non esclude gli assi viari»

«Il casello non esclude gli assi viari»

L’assessore Mammini spiega il senso della proposta e apre al dialogo

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LUCCA. «Vorrei premere il tasto "pausa" per pochi minuti, per ascoltarci facendo un minimo di ordine. È un dovere e una necessità, visto il pullulare di comunicati che in questi ultimi giorni ha restituito un quadro assai scarabocchiato».

Serena Mammini, assessore all’urbanistica, prende la parola sul piano strutturale. Apre al dibattito, anche sui punti più contestati, come il casello di Mugnano, senza escludere qualsiasi epilogo, nemmeno il decadere della proposta.

Il piano, dice, è un lavoro che «inizia dal programma di governo "Lucca cambia Lucca". Nella costruzione del suo disegno, il piano ha guardato in faccia i problemi; non mette il golf di cachemire sopra una camicia rattoppata, ma riutilizza e ricicla, prepara un tessuto resistente all'usura, in tempi di prospettive incerte. Con coraggio il "progetto strutturale" si aggancia alle direttive europee 2020 nella formulazione dei suoi obiettivi e delle linee strategiche espresse nell'avvio del procedimento del 2014, metabolizzando ciò che in questi anni ha funzionato e non, rimettendo in fila quel che c'è e procurando quel che manca».

«La nuova pianificazione - continua - esprime un'intrinseca differenza da quella precedente che ha prodotto strumenti che non hanno arginato le derive di applicazione. Abbiamo aperto una pagina nuova, costruito un'alternativa con i piedi per terra. Proponiamo uno strumento che riconosce le diverse parti della città e i luoghi delle sue comunità, rilancia sul futuro perché mette a sistema valori e potenzialità, storia e natura, città capitale e centro capoluogo».

Arriva al casello autostradale a Mugnano. «Di fronte a questo quadro, tra tanti contenuti, è asceso alla cronaca un "casello a Mugnano" che potrebbe scalfire, in modo dicono sostanziale, il progetto assi viari. Forse non si è letto il piano strutturale e quindi, se serve, ribadisco che si prevede invece un corridoio di salvaguardia infrastrutturale per lo studio e la verifica di fattibilità per un'eventuale progettazione di un nuovo casello sull'A11 in località Mugnano. Poniamo inoltre all'attenzione le valutazioni dell'ipotesi Mugnano, da farsi nelle opportune sedi, con gli enti preposti e con i Comuni della piana. Se andranno a buon fine, l'ambito di salvaguardia ci eviterà di spendere molto o di bloccare un eventuale progetto per decenni come è già capitato per altre infrastrutture come il vergognoso caso dell'asse suburbano, da risolvere a breve. Il piano strutturale pone le condizioni perché si lavori nei conseguenti strumenti operativi, senza compromettere nulla del progetto assi viari, in uno spirito costruttivo ferma restando la nostra posizione che ritiene utile quella previsione».

Serena Mammini interviene poi sulla nuova edificazione prevista dal piano strutturale. Il piano, dice, «progetta la città che c'è e la ricarica, non congelandola, attraverso la rottamazione di parti urbane che non funzionano, obsolete e degradate; si riciclano qualità, vocazioni e specificità dell'urbano trovando in questo approccio e nel processo di costruzione del piano, di cui fa parte anche il dimensionamento, la propensione al futuro di Lucca. Inquesto modo di vedere la città si approda al bilancio complessivamente positivo che per comodità lessicale è stato chiamato bilancio zero. Un bilancio, non una somma. Quel bilancio complessivamente positivo che tiene sotto controllo i nuovi insediamenti bilanciandoli con le azioni di recupero e vincolandoli alla cessione di spazi pubblici secondo un meccanismo a scalare, con particolare riguardo al verde. Il piano strutturale decide, come azione di governo, di stare nei parametri del dimensionamento aumentando le aree verdi, i percorsi ciclopedonali, le azioni di recupero e valorizzazione della città pubblica».

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