Il Tirreno

Lucca

Buchetti Sport esce di scena

di Barbara Antoni
Buchetti Sport esce di scena

Cessa l’attività anche l’ultimo negozio di famiglia in via Santa Croce

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LUCCA. La carta da pacchi bianca che fodera la vetrina sguarnita è il primo segnale della dismissione. Dentro, gli scaffali vuoti, i capi di abbigliamento sportivo di qualità non ci sono più. Spariti. Al civico 7 di via Santa Croce, ha chiuso i battenti un altro negozio di tradizione del commercio lucchese: era attivo - come riporta l’insegna tutelata dalle Belle Arti - dal lontano 1921.

C’è quasi un secolo di storia economica della città dietro l’insegna di Buchetti Sport in via Santa Croce. Il negozio ha terminato la sua attività dopo i saldi di fine inverno: la dichiarazione depositata presso la Camera di Commercio e presso lo sportello unico attività produttive del Comune (Suap) con la data del 30 marzo 2016 riporta infatti che la cessazione risale al 29 febbraio dell’anno in corso.

“Chiusura definitiva dell’esercizio”: questo la motivazione dichiarata per la cessazione del negozio, con la ragione sociale Cieffe srl, dal legale rappresentante della società, Cristina Buchetti.

Un altro colpo al cuore del commercio lucchese, un’altra famiglia che esce di scena dal salotto buono della città, dalle sue vetrine eleganti portatrici di una cultura antica.

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Il negozio di via Santa Croce, per i Buchetti, rappresentava la scommessa per una rinascita dopo la sofferta chiusura del primo punto vendita sempre di articoli e abbigliamento sportivo, quello in via degli Asili.

Una chiusura che già all’epoca - era il settembre del 2012 - destò scalpore. Anche per le parole, chiare e nette, che Cristina Buchetti usò per spiegare perché lei e la sua famiglia avevano alla fine deciso di chiudere il negozio.

«È mancato il sostegno da parte dell’amministrazione comunale - considerava all’epoca la titolare del negozio - sia per quanto riguarda l’organizzazione dei parcheggi per l’accesso al centro che sul piano delle multe. Anche nei giorni importanti per il commercio c’è sempre stata tolleranza zero. Spesso molti dei nostri clienti sono venuti in negozio dicendo che non sarebbero tornati perché avevano trovato la multa sul cruscotto. Con l’avvento dei varchi - continuava - abbiamo assistito al crollo definitivo delle vendite. Un deserto in negozio e con questo calo di vendite non possiamo fare fronte ai costi di esercizio. Chiudiamo questo negozio ma conserviamo quello in via Santa Croce. Per ora è questa la decisione».

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Risalgono a quattro anni fa queste affermazioni, ma sembrano espresse oggi. Sono pressoché identiche a quelle con cui Confcommercio ha analizzato, non più tardi di ieri, un’altra grave perdita per il commercio lucchese: le due boutique di casa Tenucci in via Fillungo e in piazzetta dell’Arancio, chiuse a seguito di un’indagine della guardia di finanza per una maxi evasione fiscale (sei milioni di euro secondo le fiamme gialle) resa nota a fine febbraio di quest’anno e nei giorni scorsi di una “visita” di Equitalia che ha chiesto conto alla società di un debito pari a 900.000 euro per cartelle non pagate.

Di fronte all’ultimo negozio di Buchetti Sport in via Santa Croce ormai spento, un’altra vetrina con la scritta “affittasi” che fino a poche settimane fa era occupata da articoli di bigiotteria.

Se fino a qualche anno fa la rotazione dei negozi - fra aperture e chiusure - era considerata anche una naturale alternanza, oggi è diventata una vera e propria morìa. Soprattutto per i negozi storici: per questi raramente la chiusura è propedeutica a un ritorno con nuove vesti.

Del resto, sulla regressione in blocco del commercio sul territorio comunale di Lucca erano già stati chiari i numeri della Camera di Commercio forniti da Confesercenti a fine marzo. Nei primi due mesi del 2016 in città risultano avere chiuso 87 attività, a fronte di 11 nuove aperture, con un saldo negativo pari a 76 unità.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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