Il Tirreno

Lucca

«Stop alle bevande alcoliche dopo le 21»

La proposta del comitato Vivere il centro storico per mantenere il livello di sicurezza e decoro

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LUCCA. «L’ esposto di commercianti e residenti di piazza XX Settembre? Solo l’ ultimo di un lungo elenco. Zone come quella del portone dei Borghi, di piazza dell’ Anfiteatro, piazza San Frediano, via Fillungo, piazza Sant’Alessandro, piazza San Michele, via Calderia, via San Giorgio, corso Garibaldi sono interessate, o forse meglio dire, deturpate dagli effetti collaterali della movida».

Torna ad attaccare in tema di vita notturna fuori controllo il comitato Vivere il centro storico. «La possibilità - dice - di utilizzare strade e piazze come aree di somministrazione, senza limite alcuno, è una pratica incivile che contravviene le disposizioni vigenti, deturpa la zona dove si trova il locale e in molti casi rende impossibile il riposo notturno di chi ci vive. Il fatto che un locale di due metri per tre somministri bevande a una esagerata moltitudine di persone rende insufficiente il piccolo servizio igienico di cui dispone (se ne dispone) e fa sì che tutta la zona circostante diventi una latrina. Se a questo si unisce che gran parte delle bevande sono di natura alcolica e che vengono somministrate senza controllo (contravvenendo alle disposizioni del codice penale) ne consegue quello che è sotto gli occhi di tutti: Lucca è diventata una grande e rumorosa latrina».

Il comitato riporta di avere parlato di questi temi con l’assessore Francesco Raspini. «Durante i numerosi e infruttuosi colloqui avuti con lui, abbiamo fornito una consistente documentazione su come altre città affrontano questi problemi. La soluzione è solo una: dopo le 21 non si devono servire bevande (alcoliche o analcoliche) da consumare al di fuori dell’ area di somministrazione del locale e deve essere impedito il bivacco sulla pubblica via ai sensi del vigente regolamento di polizia urbana».

«Solo così - conclude - si può realizzare quella civile convivenza necessaria affinchè l’ industria del divertimento possa convivere con i residenti in un contesto di civiltà. Abbiamo provato innumerevoli volte ad esporre questi concetti. Dobbiamo rassegnarci a vivere nel degrado e nell’ inciviltà, ponendo a carico dei cittadini il costo della riparazione dei danni provocati dai vandali ubriachi, almeno fino alla scadenza di questo mandato elettorale mentre, nel frattempo, ci auguriamo che la Prefettura voglia intervenire, per quanto di sua competenza, al fine di alleviare i problemi di una situazione che altrimenti è destinata a peggiorare giorno dopo giorno».

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