Il dolore
La Cgil scende in campo per i referendum
Oggi dalle 15 alle 18 si raccolgono le firme per tre quesiti. Il primo: abolizione del lavoro accessorio
LUCCA. Nel marzo scorso, si è conclusa la consultazione asssembleare degli iscritti della CGIL sulla Carta dei Diritti Universali del Lavoro. A livello nazionale si sono svolte 41.000 assemblee e hanno espresso il loro voto 1.470.000 iscritti, nella provincia di Lucca le assemblee sono sta circa 300 ed hanno votato in 5.400 iscritti. «Dopo questo risultato di partecipazione democratica - spiega la Cgil - rappresentato dalla condivisione della Carta dei Diritti dal 98% dei votanti, diamo avvio alla campagna di raccolta firme per un'iniziativa di legge popolare e a sostegno di 3 quesiti referendari: cancellazione del lavoro accessorio (voucher), reintroduzione della piena responsabilità solidale sugli appalti, nuova tutela per reintegrare al posto di lavoro, in caso di licenziamento illegittimo, in tutte le aziende con più di 5 dipendenti. La scelta referendaria - sottolinea - ha carattere straordinario ed è finalizzata al sostegno della proposta della legge d'iniziativa popolare, che è il cuore dell'iniziativa».
La Cgil della provincia di Lucca, per il lancio della campagna di raccolta firme, organizza i seguenti appuntamenti per la giornata del 9 aprile 2016, cioè oggi: dalle 9 alle 13 gazebo e tavolo raccolta firma, in passeggiata a Viareggio, nei pressi del caffè Margherita con la presenza di rappresentanti istituzionali della Provincia di Lucca. Invece dalle 15 alle 18 il tavolo per la raccolta firme sarà allestito nel centro cittadino di Lucca, in via Fillungo in prossimità della chiesa di San Cristoforo, con la presenza di rappresentanti istituzionali della Provincia. Nei prossimi giorni seguiranno altre iniziative pubbliche per raccogliere firme: la Cgil si sta organizzando per consentire ai cittadini di firmare anche nelle sedi municipali.
La Cgil ritiene «che sia il momento di tornare a rendere centrale il lavoro, come affermazione e realizzazione della persona, all'interno di uno modello di sviluppo economico e sociale, capace di superare il sistema di diffusa ineguaglianza sociale nel nostro paese e non solo, accompagnato dall'insediamento dell'illegalità, in molti contesti lavorativi. Il fallimento delle ricette economiche liberiste è davanti agli occhi di tutti, occorre un nuovo progetto sociale nel quale allo sviluppo produttivo siano associati i diritti per tutti i lavoratori. La mostra proposta è moderna e inclusiva, si rivolge a tutto il mondo del lavoro, anche ai lavoratori degli appalti, ai collaboratori, alle nuove figure lavorative».
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