Il Tirreno

Lucca

I primi passi del monolite in via Ingrillini

di Luigi Spinosi
I primi passi del monolite in via Ingrillini

Momento decisivo nei lavori sotto la ferrovia Da ieri e per 48 ore stop al passaggio dei treni

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LUCCA. Lo stop è iniziato ieri alle 23,32, e proseguirà fino alle 23,32 di domani sera. Esattamente 48 ore nelle quali i treni non passeranno nel primo tratto, partendo da Lucca, della linea che porta a Firenze. Del resto non potrebbero nemmeno farlo, dal momento che all’altezza di via Ingrillini non troverebbero i binari, temporaneamente rimossi per consentire la sistemazione del cosiddetto “monolite”, il blocco di calcestruzzo prefabbricato che costituirà il sottopasso.

Monolite che proprio ieri ha iniziato a muoversi. Piano piano, a passettini (lenti) di 40 centimetri per volta. Tanto misurano, infatti, i blocchi di metallo su cui fanno pressione gli enormi pistoni che spingono le 1.800 tonnellate di calcestruzzo che costituiscono il prefabbricato (per tacere delle circa 500 tonnellate di ghiaione collocate sopra, e che costituiranno la futura massicciata del treno). Ad ogni passo di 40 centimetri i pistoni vengono ritirati, per far posto a un nuovo blocco di metallo su cui far pressione, e così via.

Ieri mattina, alla presenza del sindaco Alessandro Tambellini, dell’assessore Celestino Marchini e dei tecnici delle ditte Baraldini e Varia (ma anche di un gruppo di studenti della facoltà di ingegneria dell’Università di Pisa), c’è stato il sopralluogo al cantiere, in vista di un momento topico: l’attraversamento della linea ferroviaria appunto.

Il blocco si sta muovendo verso nord, in direzione della linea ferroviaria Lucca-Firenze: dovrà percorrere 25 metri e 80 centimetri per trovarsi nella posizione finale. Ma, proprio su quei 25 metri e rotti si trova la massicciata ferroviaria, con tanto di binari. Una parete di terra che dovrà essere rimossa per consentire al monolite di proseguire il suo cammino.

Proprio a questo serviranno le 48 ore di stop ai treni: prima di tutto saranno rimossi i binari (per una lunghezza di circa 20 metri), poi, mentre il monolite continuerà il suo lento spostamento, verrà rimossa tutta la massa di terra e sassi al di sotto della linea ferroviaria, in modo da ricavare lo spazio necessario a far arrivare il blocco di calcestruzzo nella sua posizione definitiva. Quindi, una volta collocato il sottopasso, dovranno essere riposizionati i binari sui monolite stesso. Il tutto prima delle 23,32 di domani sera, quando i treni ricominceranno a passare come prima. Una scadenza da rispettare con precisione cronometrica: in caso di problemi dovuti a un’apertura rallentata scatterebbero infatti le sanzioni di Ferrovie dello Stato alle imprese costruttrici. E sarebbero pesantissime. Per l’esattezza multe da 6mila euro per ogni minuto di ritardo accumulato dai treni per colpa del cantiere.

Una volta sistemato il monolite il più grosso ostacolo verso l’apertura di via Ingrillini sarà eliminato. Dopo ci sarà ancora da lavorare qualche mese, per completare la strada che ricollegherà i due tratti, oggi separati, della via, e tutti gli interventi accessori. Ma per ottobre, prevedono i tecnici, l’opera sarà completa, e anche tenendo conto di eventuali imprevisti e dei tempi di collaudo, le prime auto dovrebbero passare da via Ingrillini prima del prossimo Natale. Il blocco, fra le altre cose, è già predisposto per accogliere due linee ferroviarie (in vista dell’annunciato raddoppio) e la sede stradale della via di collegamento tra via San Filippo e la zona dei macelli.

Da parte sua il sindaco Tambellini ha approfittato dell’occasione per replicare alle polemiche e allo scetticismo che, in questi mesi (i lavori erano partiti alla fine della scorsa primavera), ha accompagnato i lavori: «Ricordo bene come all’inizio ci fosse molta perplessità attorno a questa opera. Ma adesso anche gli scettici dovranno ricredersi: abbiamo ripreso un progetto fermo da 8 anni, e lo abbiamo ripreso nel migliore dei modi, scegliendo un’opera che prevede un percorso dritto, consentendo così anche il passaggio dei mezzi pesanti, al contrario, per esempio, di quanto successo a Torre del Lago, dove quel tipo di sottopasso (caratterizzato da una serie di curve e controcurve dal raggio anche stretto ndr) crea problemi. E mi sembra che l’opera vada avanti bene».

Il sottopasso avrà una carreggiata interna di sette metri e mezzo, con un ulteriore passaggio pedonale rialzato di un metro e mezzo, con una “luce”, cioè un’altezza, di 4,20 metri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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