Il Tirreno

Lucca

Palude intorno al San Luca residenti sul piede di guerra

di Gianni Parrini
Palude intorno al San Luca residenti sul piede di guerra

Le vasche per la raccolta della pioggia non si svuotano: case invase dalle zanzare L’Asl dà la responsabilità alla ditta che ha fatto i lavori. E c’è il problema rumori

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LUCCA. Fosse piene d’acqua, invasione di zanzare e rumori assordanti che impediscono di dormire. È questa la condizione in cui si trovano a vivere una sessantina di famiglie che abitano sul perimetro dell’ospedale San Luca. Una situazione palustre (basta dare un’occhiata all’immagine qui a fianco) determinata dal cattivo funzionamento delle vasche volano realizzate per raccogliere l'acqua piovana non assorbita dal terreno a seguito dell’impermeabilizzazione per la costruzione dell’ospedale. Le vasche hanno svolto regolarmente la loro funzione, il problema è che non si svuotano e, soprattutto in inverno, rimangono piene di acqua.

«In questo modo si viene a creare l’ambiente ideale per il proliferare delle zanzare – spiega Alessandro di Vito, del comitato Lucca Est – Da metà marzo le abitazioni che si affacciano sulle vasche sono invase dagli insetti. A nostro giudizio il problema è a monte, e riguarda la progettazione dell’ospedale: le vasche avrebbero dovuto essere coperte. È quello che stiamo chiedendo da tempo all’Asl, ma non ci dà ascolto».

La vicenda ha attirato l’attenzione di Striscia la Notizia: in questi giorni il Gabibbo era a Lucca per raccogliere lo sfogo dei residenti. E i problemi non finiscono qui: «C’è anche una questione di rumori – prosegue Di Vito – Gli allarmi delle porte del San Luca hanno un volume eccessivo: da due anni aspettiamo che l’Asl ci presenti la normativa che impone simili livelli. Ancora non l’abbiamo vista. Per non parlare dei generatori che entrano in funzione per dare energia al presidio quando va via la corrente: vengono testati periodicamente e gli abitanti del condominio Andromenda, che è lì a 20 metri, non riescono a stare in casa».

Sulla storia delle vasche volano, l’Asl rimanda la responsabilità a Gesat, il concessionario che ha fatto i lavori: «Le vasche corrispondono a un preciso obbligo di legge quale indispensabile corredo delle nuove costruzioni. Sotto l'aspetto idraulico hanno dimostrato di funzionare correttamente, consentendo l'accumulo dell'acqua durante le piogge intense. Purtroppo hanno anche dimostrato di non svuotarsi completamente: resta sempre un minimo di acqua sul fondo, soprattutto in inverno. Il problema è stato da tempo oggetto di contestazione da parte dell'azienda al concessionario, Gesat, nonchè di segnalazione alla commissione di collaudo. Il concessionario ha eseguito la scorsa estate alcuni interventi che però non hanno dato risultati apprezzabili e quindi si attende che nell'ambito della prosecuzione delle operazioni di collaudo vengano effettuati ulteriori interventi per risolvere questo problema».

Prove di dialogo ci sono stte lo scorso 25 marzo: direzione sanitaria dell’ospedale, Gesat e vari componenti del comitato dei cittadini si sono messi intorno a un tavolo per cercare di sciogliere i diversi nodi. Tra gli impegni assunti quello di anticipare la procedura di disinfestazione per le zanzare e di avvertire i rappresentanti del Comitato ogni volta sarà effettuata. Il dipartimento di prevenzione dell'azienda sta comunque monitorando la situazione di crescita delle larve zanzara. «L’azienda – prosegue la nota – si è inoltre impegnata a verificare la possibilità di ridurre i rumori prodotti dai generatori ogni quattro mesi, durante le prove effettuate in base alla legge. Si stanno valutando tutte le possibilità di insonorizzazione. Si fa in ogni caso presente che le emissioni sonore sono nei limiti di legge».

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