Sicurezza
Idraulico e due badanti nei guai per circonvenzione d’incapace
La figlia dell’ex primario di pediatria dell’ospedale di Castelnuovo deceduto il 31 dicembre 2011 contesta il testamento con lascito milionario redatto dal padre affetto da gravi problemi psichici
LUCCA. Un patrimonio di alcuni milioni di euro che comprende due case a San Marco, un immobile con resede e terreno a Castelnuovo, ulteriori appezzamenti sempre in Garfagnana, titoli azionari e due conti correnti accesi in altrettanti istituto di credito lucchesi è oggetto di un’eredità contesa sfociata in una vicenda penale che vede da una parte la figlia dell’ex primario di pediatria prima all’ospedale Santa Croce di Castelnuovo, poi al S. Damiano e Cosma di Pescia e infine al Campo di Marte deceduto il 31 dicembre 2011 e dall’altra l’idraulico di famiglia finito sotto processo con l’accusa di circonvenzione d’incapace.
L’imputato. Di fronte al giudice Alessandro Dal Torrione finisce Guido Tarchiani, 75 anni, lucchese, idraulico di fiducia del professor Spartaco Castelli, 84 anni, nato a Livorno, domiciliato in via Quirino Baccelli vicino allo stadio Porta Elisa e morto proprio nel giorno di San Silvestro di 5 anni fa a Capralba di Crema dove era stato ricoverato in un ospedale privato nel luglio del 2011 per il peggioramento delle sue condizioni di salute.
La parte offesa. A denunciare l’ex idraulico e amico del medico la figlia di quest’ultimo, Eva Vitale, 69 anni, residente a Milano e assistita nel processo dall’avvocato Mario Gallo del foro di Pistoia.
Le accuse. Stando agli inquirenti per procurarsi un ingiusto profitto l’ex idraulico avrebbe abusato dello stato di infermità e deficienza psichica dell’anziano professore affetto da Alzheimer e in concorso con due badanti ucraine - entrambe indagate per circonvenzione di incapace, la loro posizione verrà giudicata separatamente - lo avrebbe indotto a modificare le preesistenti disposizioni testamentarie che erano a favore della figlia attraverso un nuovo lascito. In quel testamento datato 23 giugno 2011 tutte le sue sostanze passavano all’amico e alle badanti.
I fatti. Stando alla denuncia della figlia dell’ex primario dal 2007 le capacità cognitive del professor Castelli subiscono un progressivo decadimento e il 30 dicembre 2012 viene dichiarato invalido con diagnosi di demenza senile. È costretto su una sedia a rotelle e ha bisogno di continua assistenza. Contestualmente anche la moglie del medico in pensione, Ornella Lattanzi, si ammala e in breve tempo muore. A gestire i coniugi Castelli era stata, prima dell’aggravarsi della malattia della coppia, Luda, una badante dell’Est Europa. Ma da sola non ce la fa e il 9 luglio 2010 viene assunta Mariya Ostrovska, 50 anni, ucraina. Ma Luda non va d’accordo con la nuova colf e lascia l’impiego sostituita da un’amica della Ostrovska: Liudmila Zaianchkovska, 62 anni. In quei frangenti la casa è frequentata dall’idraulico di famiglia Guido Tarchiani.
I due testamenti. Il 21 gennaio 1983 il professor Castelli con testamento olografo aveva istituito erede universale la moglie Ornella e in caso di premorienza la figlia acquisita Eva. Ma sei mesi prima del decesso l’ex primario revoca la precedente disposizione testamentaria e nomina erede universale di un patrimonio milionario l’idraulico Tarchiani attribuendo quote relative al patrimonio alle badanti ucraine.
Guerra di perizie medico-legali. Per Eva Vitale è impossibile che il padre fosse in condizione di comprendere e dettare le proprie volontà. Ad attestarlo il parere di uno specialista, il dottor Marco Vista dell’Asl 2. Per la donna l’idraulico e le badanti (che non andavano mai in ferie) avrebbero circuito l’anziano che, proprio il giorno del nuovo testamento, venne accompagnato fuori casa da una delle badanti tornando alle 21 senza che la donna desse spiegazioni in merito. Per la figlia di Castelli fu Tarchiani a cambiare il medico di base e lo specialista che seguiva l’evoluzione della malattia e che attestò le capacità dell’ex pediatra di redigere testamento. Di contro il sostituto procuratore Sara Polino per due volte aveva chiesto al gip di archiviare la vicenda.
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