Sicurezza
Omicidio colposo, radiologo assolto
Per la morte del sarto di via dei Borghi caduto al pronto soccorso
LUCCA. Assolto con formula piena per l’assenza di nesso causale tra la caduta dal lettino del pronto soccorso e il decesso avvenuto per natura polmonare e respiratoria. È la fine di un incubo per Claudio Isola, 56 anni, lucchese, tecnico radiologico dell’Asl, finito sotto processo con l’accusa di omicidio colposo in relazione alla morte di Davino Dal Poggetto, 98 anni, lo storico sarto di via dei Borghi, conosciutissimo in città e deceduto il 4 settembre 2013, cinque giorni dopo essere caduto dal lettino del pronto soccorso dell’ospedale Campo di Marte. Isola, difeso dall’avvocato Francesca Lenzi, è stato assolto dal giudice Stefano Billet che ha ritenuto non vi fossero elementi di colpevolezza nel comportamento tenuto dal tecnico radiologo in ragione dell’imputazione di omicidio colposo.
I fatti. Stando all’accusa, l’indagine venne diretta dal sostituto procuratore Lucia Rugani, Davino Dal Poggetto stava eseguendo un esame radiografico prescritto dal medico di famiglia. Venne adagiato sul lettino e messo in sicurezza. Il tempo necessario per l’operatore, il radiologo Claudio Isola, di andare dietro al vetro e pigiare il pulsante per i raggi che Dal Poggetto, slacciatosi la cintura, perse l’equilibrio e cadde dal lettino. Il sarto in pensione si procurò la frattura della settima vertebra e altre due fratture costali. Rimase in ospedale 24 ore e poi venne dimesso con i sanitari che gli raccomandarono riposo assoluto. Quattro giorni dopo l’anziano, che era già affetto da problemi di natura respiratoria, morì a causa di una forma di broncopolmonite che gli antibiotici non riuscirono a debellare. E l’inappetenza unita al vomito lo condussero rapidamente alla morte vista anche l’età molto avanzata.
La broncopolmonite. Se la forma di broncopolmonite letale venne contratta in ospedale piuttosto che a casa poco importa ai fini dell’eventuale condanna. Perché, stando al giudice, il comportamento tenuto dal tecnico radiologo fu improntato sulla correttezza e quella caduta dal lettino non avvenne per imperizia, negligenza ed imprudenza dell’operatore sanitario.
Luca Tronchetti
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