Il Tirreno

Lucca

«Non distruggete l’antico selciato»

Italia Nostra chiede al Comune di vegliare sulla metanizzazione di San Gennaro

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CAPANNORI. Un appello che era rimasto inascoltato e il rischio che si ripeta l’errore. Motivo del contendere gli antichi selciati in pietra a San Gennaro, messi in pericolo dai lavori per la rete del gas.

Italia Nostra ricorda quanto avvenuto appena un mese fa sulla via Michelucci, da dove «erano state temporaneamente rimosse le pietre con cui è pavimentata la strada e tutte erano state accatastate senza numerazione, necessaria per l’esatta ricomposizione nel terreno della trama originaria». Il timore era quella di una ricomposizione non fedele all’originale, con l’utilizzo di cemento a completare gli spazi rimasti vuoti, cosa che puntualmente si verificò. Questo nonostante fosse stata sollecitata «l'amministrazione comunale di Capannori a vigilare sull'esecuzione di quelle opere, affinché non venisse alterato il fascino della strada e della Pieve».

«Gli antichi selciati di San Gennaro – scrive l’associazione ambientalista – costituiscono un valore storico e culturale, sono parte integrante del paesaggio di quel piccolo borgo, e meritano ogni attenzione da parte dell’amministrazione comunale e da chi è preposto alla tutela storica, artistica e paesaggistica del territorio».

Quell'appello però, come detto, rimase inascoltato: «La prima parte dell'intervento segnalato è stato portato a termine esattamente nel modo deprecato, con la ricomposizione del selciato, ancora una volta, con larghi commenti di cemento tra una pietra e l'altra, a totale dispregio di ogni regola dell'arte ed, evidentemente, in totale assenza di controlli da parte di chi, quelle regole, non ignora. In questi giorni ci è arrivata la segnalazione dell'imminente ripresa dei lavori per il completamento dell'opera, e Italia Nostra nuovamente si rivolge al Comune di Capannori e alla Soprintendenza di Lucca affinché non abbia luogo un’ulteriore mutilazione dell'antico basolato. I guasti recenti sommati a quelli del passato fanno sì che già oggi percepire l'antico disegno della strada - tra toppe di asfalto, commenti di cemento e ricollocazione casuale delle pietre - richiede immaginazione. Abbiamo il dovere di chiedere che si vigili più e meglio di quanto fino ad oggi non è stato fatto».

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