Sicurezza
Il cibo delle mense scolastiche va alle famiglie in difficoltà
Siglata la convenzione tra Comune di Barga, ditta Del Carlo, istituto comprensivo e associazioni Le portate in eccesso non saranno più cestinate ma finiranno sulla tavola di chi è bisognoso
BARGA. Ieri è stata siglata una convenzione, che rientra nel progetto “Cibo e solidarietà”, tra Comune di Barga, Istituto Comprensivo, la ditta delle mense scolastiche Del Monte Ristorazione e alcune associazioni del territorio barghigiano (Arciconfraternita di misericordia di Barga e Confraternita di misericordia di Tiglio). Lo scopo? Salvare le buone eccedenze di cibo prodotte dalle cucine delle mense scolastiche e consegnarle a famiglie bisognose.
Anche su Barga, il dato sulla presenza di nuclei familiari bisognosi è assai significativo: in passato, ad esempio, relativamente alle prime fasi del progetto, una stima del governatore della Confraternita, Leonello Diversi, parla di «sei tonnellate di cibo distribuite e raccolte con l'aiuto dei negozianti del territorio».
Dati in aumento, confermati dall'assessore Lorenzo Tonini con delega al sociale, che però informa sulla nascita di una nuova sensibilità dell'aiuto. Solidi gli intenti, e la necessità per questa seconda fase di “Cibo e solidarietà”, che parte in via “sperimentale” fino al 30 giugno, cioè con l'attività delle mense. Il sindaco Bonini dice che sarà «sicuramente rinnovata», da settembre, proprio perché «s'inserisce in un momento critico per molte famiglie e insegna che le eccedenze, possono aiutare qualcuno».
La mission, dove fondamentali saranno i volontari, nasce da uno dei punti della proposta di Del Monte, avanzata quando si candidò per l'affido delle mense barghigiane. «Evitare sprechi e ridurre rifiuti», come sottolineato dall'assessore all'ambiente Giorgio Salvateci, sono altri fini.
Come dalle cucine il cibo si sposterà nella filiera solidale lo spiega Nicola Giannecchini, ad di Del Monte. «Bisogna puntualizzare che non si parla di scarti ma di eccedenze – dice – perché tecnicamente funziona così: noi come azienda per preparare i pasti iniziamo la mattina presto, e questa produzione viene fatta su una base di numeri indicativi e teorici. Arrivano poi le prenotazioni dalle scuole e sono sempre inferiori rispetto ai numeri previsionali. C’è quindi un esubero di prodotti già preparati, cioè lo stesso che va a finire sui tavoli delle mense scolastiche.
Avremmo dovuto buttarlo via, perché comunque la normativa igienico-sanitaria lo impone, come il capitolato stesso che prevede l'impiego di prodotti preparati in giornata, ma grazie all'apporto delle associazioni di volontariato che permettono di concretizzare la logistica del recupero, l'eccedenza arriverà nei giusti canali». Ieri è stata avanzata l'ipotesi di inviare altri tipi di buone eccedenze alle associazioni che si occupano di animali. «La scuola non si poteva tirare indietro, perché l'iniziativa ha finalità educative alte», sostiene l'altro partner, la scuola diretta dalla preside Patrizia Farsetti.
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