Il Tirreno

Lucca

Altri colpi attribuiti ai due rapinatori della tabaccheria

Altri colpi attribuiti ai due rapinatori della tabaccheria

La coppia di amici rintracciata in poche ore dai carabinieri Avevano utilizzato l’auto della nonna di uno dei due

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LUCCA. Forse l’estremo bisogno di soldi per acquistare sostanza stupefacenti è all’origine della mancata rapina alle 11,50 alla tabaccheria Eugenio Biagini in via Cavalletti a S. Anna. Perché stando ai carabinieri i due arrestati - Emanuele Bianchi, 25 anni, di Nave, incensurato e Andrea Lazzarini, 32 anni, di Lammari, precedenti di polizia per reati contro il patrimonio - fanno uso di droga. Non si spiegherebbe altrimenti un colpo, poi fallito per l’intervento del cognato-carabiniere del titolare della negozio, compiuto in pieno giorno e ai danni di un esercizio commerciale che in quel momento in cassa non avrebbe potuto avere più di 4-500 euro. E, come se questo non bastasse, la coppia di amici-malfattori è fuggita a bordo di una Skoda City Go nera intestata alla nonna di Emanuele Bianchi. Rapinatori poco «professionali», ma non per questo meno pericolosi visto che l’arma usata - una pistola giocattolo (una Beretta semiautomatica da softair) era molto simile a un vero revolver e priva di tappo rosso.

Rapinatore pilota. Bianchi e Lazzarini per i carabinieri potrebbero essere autori anche di altre rapine messe a segno tra la metà di marzo sino ai giorni scorsi ai danni di piccoli esercizi commerciali verso l’orario di chiusura soprattutto nella zona che va da San Filippo sino a Borgo Giannotti senza trascurare quelle avvenute nella Piana. Stando agli inquirenti mentre Bianchi, con la fedina penale intonsa, effettuava il colpo, Lazzarini era alla guida della vettura vista la sua dimestichezza con la velocità avendo disputato, stando ai militari, gare a livello amatoriale di motocross e forse prove di rally.

Le indagini. Dopo il fermo di pg è atteso adesso l’interrogatorio di garanzia davanti al gip che si terrà nelle prossime 48-72 ore. Bianchi e Lazzarini al momento restano nel carcere di San Giorgio con l’accusa di rapina. Nel frattempo i carabinieri riesaminano le testimonianze e rivedono i filmati delle telecamere di sorveglianza dei negozi rapinati da marzo in poi per verificare eventuali analogie con gli autori del colpo sventato alla tabaccheria.

Carabiniere coraggioso. Un plauso merita l’appuntato del radiomobile, cognato di Biagini, che fuori dal servizio si è trovato faccia a faccia con Bianchi cercando pure di disarmarlo e costringendolo alla fuga. Il militare stava passando a piedi da via Cavalletti quando, giunto proprio davanti alla tabaccheria, ha udito gridare la frase «Dammi i soldi o ti sparo». È entrato e il malvivente ha puntato l'arma anche contro di lui. Ne è nato un corpo a corpo: il bandito vistosi braccato ha ferito il militare al polso (5 giorni di referto) ed è riuscito a guadagnarsi la fuga. Ma l'appuntato è salito sulla sua auto e si è messo all'inseguimento imboccando via del Tiro a Segno verso viale Puccini. I due banditi sono stati intercettati qualche minuto dopo nella zona di Meati da un pattuglia del radiomobile. E hanno gettato dal finestrino la pistola giocattolo, poi ritrovata in un campo dai militari che ormai, con la targa dell'auto, erano risaliti alle presunte identità dei due giovani. I carabinieri si sono appostati vicino alle loro case e di lì a poco sono finiti in manette.

Luca Tronchetti

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