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Lucca

Provinciale 56, riesplode la rabbia

Provinciale 56, riesplode la rabbia

I cittadini attaccano la Provincia e annunciano che si rivolgeranno alla Regione

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BAGNI DI LUCCA. «Una situazione vergognosa». Non usano mezzi termini i cittadini residenti a Tereglio e nelle Valli che da anni si battono per la sistemazione della strada provinciale 56. Dopo la frana occorsa nel 2014 e quella nel marzo 2015 (non ancora sanata), si sono dati un’organizzazione, hanno incontrato a più riprese le istituzioni coinvolte e attuato forme di protesta ma nulla pare essere cambiato. Eppure, soprattutto nel periodo estivo, la strada è estremamente trafficata visto che conduce, per la gioia di migliaia di turisti in cerca di refrigerio, sia all’Orrido di Botri che al Fontanone e al Rifugio Casentini. Lo scorso mese qualche passo avanti sembrava essere stato fatto: una delegazione di abitanti provenienti sia da Coreglia che da Bagni di Lucca aveva partecipato ad un incontro a Palazzo Ducale durante il quale rappresentanti dell’ente provinciale avevano garantito un sopralluogo verso la metà di marzo.

«Marzo però – tuonano i cittadini – è finito da qualche giorno e noi non abbiamo saputo più nulla. Solo i cantonieri hanno avuto la premura di avvisarci che il consigliere Del Soldato, con cui ci eravamo tra gli altri interfacciati, ha rimesso la delega alla viabilità. E adesso? – domandano i residenti – Dovremo ripartire daccapo. Ma non ci fermeremo certo a Lucca».

C’è sfiducia nelle parole degli abitanti della zona ma, stavolta, anche la convinzione di andare fino in fondo: «La strada è in condizioni penose: oltre alle frane, ci sono le zanelle occluse, alberi abbattuti dal vento, buche, erba alta d’estate, assenza di manutenzione. Da anni chiediamo a chi di dovere un intervento risolutivo e a questo punto, dopo tante promesse, ci sentiamo solo presi in giro. La prossima tappa sarà la Regione. Le istituzioni non possono credere che i cittadini abbiano solo doveri! Noi ai nostri diritti, ed in particolare a quello di avere una strada percorribile e in sicurezza, non rinunciamo!». Sono agguerriti i cittadini che speravano in un intervento concreto da parte del nuovo consiglio provinciale: «Durante la scorsa estate – concludono – tappezzammo la strada di cartelli coinvolgendo centinaia di turisti in una grande raccolta di firme; quest’anno se la situazione non migliorerà sensibilmente siamo pronti ad attuare nuove forme di protesta».

Chiara Lammari

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