Il dolore
Carabiniere sventa la rapina in tabaccheria
Mentre è fuori servizio nota il tentativo di colpo a Sant’Anna Il bandito e il palo riescono a fuggire su un’utilitaria
LUCCA. Si è consumato tutto in pochi attimi. Non c’è stato quasi nemmeno il tempo di rendersene conto, o di avere paura. Quella è arrivata dopo, a mente fredda, a ripensare a ciò che era accaduto. Erano circa le 11 di ieri quando alla tabaccheria di Eugenio Biagini, in via dei Cavalletti nel quartiere di Sant’Anna, si è presentato un uomo. Le sue intenzioni sono apparse subito chiare semplicemente guardandolo in viso: il suo volto, infatti, era in gran parte nascosto da un fazzoletto. Un foulard messo sulla bocca che lo faceva assomigliare a un bandito di qualche film western.
Biagini, che in quel momento si trovava da solo nel suo negozio si è visto puntare contro una pistola. «L’uomo – racconta il titolare della tabaccheria – mi ha detto solo “dammi i soldi”. Io gli ho risposto che non avevo niente, e lui ha ripetuto la stessa frase, “dammi i soldi”. Anche se le uniche parole che ha pronunciato sono state sempre le solite, dalla cadenza mi è sembrato che si trattasse di un italiano».
A interrompere quella sorta di dialogo fatta sempre delle stesse frasi («Dammi i soldi», «Non ho niente») è stato un carabinieri, in quel momento fuori servizio, che si trovava a passare da lì. Dall’esterno del negozio si è accorto di quanto stava accadendo, e allora è intervenuto. Il bandito, vedendo l’uomo entrare, ha abbandonato ogni velleità predatoria e ha cercato di darsi alla fuga. Sulla soglia del negozio è nata una colluttazione tra il rapinatore e il militare che ha cercato di bloccarlo.
Con la forza il bandito è riuscito a divincolarsi e a scappare a piedi. Il tentativo di inseguimento si è fermato dopo appena pochi metri, quando il rapinatore è salito su un’auto parcheggiata lì vicino, dove lo attendeva un complice.
La vettura, una Skoda Citigo di color grigio, è fuggita a tutta velocità in via del Tiro a Segno, in direzione di viale Puccini, riuscendo a far perdere le proprie tracce. A quel punto è scattata la caccia all’utilitaria. Caccia che si è concentrata soprattutto nella zona a sud dell’autostrada, in via Gattaiola e Meati, dove era stata vista dirigersi l’auto proveniente da via San Donato. Vettura che aveva attirato l’attenzione di numerosi passanti (con relative segnalazioni alle forze dell’ordine) proprio per l’alta velocità, insolita per strade del genere e per un’auto di bassa cilindrata come quella.
Sul luogo della rapina, avvertiti subito dal loro collega, si sono portati i carabinieri della stazione di San Concordio, che hanno raccolto la testimonianza del negoziante che aveva subito la tentata rapina (chiusa con tanta paura per l’uomo, ma con un nulla di fatto per il rapinatore, visto che è stato costretto a una precipitosa fuga senza riuscire a portare via nulla). I militari hanno anche fatto un sopralluogo della zona, alla ricerca di eventuali tracce lasciate dai banditi (il fazzoletto usato per coprirsi il volto, o addirittura l’arma - vera o finta che fosse - utilizzata) nello scappare.
Ma molto importanti, ai fini delle indagini, si sarebbero rivelate le numerose testimonianze raccolte, a partire da quella del carabiniere che ha sventato il colpo, ma anche da quelle dei passanti e dei vicini che hanno assistito alla scena. Testimonianze che avrebbero permesso di raccogliere elementi tali da indurre gli investigatori a un certo ottimismo sulla possibilità di dare un nome e un cognome agli autori della tentata rapina.
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