Il Tirreno

Lucca

Tre anni senza chiesa Proteste ad Agliano e a Sermezzana

Dal terremoto del 2013 le parrocchie dei paesi sono inagibili «Dalla curia nessuna risposta alle nostre richieste»

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MINUCCIANO. Le chiese di quelle due frazioni furono tra gli edifici più danneggiati del terremoto che, il 21 giugno 2013, colpì Garfagnana e Lunigiana. Ma, a quasi tre anni di distanza da quell’evento, mentre molti altri edifici religiosi sono stati sistemati, le frazioni di Agliano e Sermezzana aspettano ancora di riavere i loro luoghi di culto. La situazione, sostengono i fedeli, è al limite, al punto che si è arrivati a celebrare una funzione funebre a casa del deceduto.

I fedeli se la prendono soprattutto con la curia, accusata di aver girato i fondi destinati alla ricostruzione a situazioni meno gravi e a non aver mai risposto alle richieste di chiarimento arrivate dai fedeli di Minucciano.

«Grazie a contributi dello Stato e della Regione – si legge sulla lettera dei Comitati parrocchiali dei due paesi – in questi tre anni sono stati eseguiti lavori agli edifici pubblici, tante case di abitazione sono state ristrutturate e anche alcune chiese hanno avuto la possibilità di finanziamenti e i lavori necessari alla riapertura sono stati eseguiti o sono in corso di esecuzione. La Curia di Lucca ha scelto le chiese che dovevano essere ristrutturate con i fondi che aveva a disposizione. Si dice che anche qualche chiesa della Piana di Lucca, che sicuramente aveva bisogno di essere ristrutturata, abbia beneficiato di interventi relativi al terremoto in Garfagnana. Questo lascia un po' perplessi coloro che, invece, non possono ancora accedere alla propria chiesa. Ancor più disorientati sono coloro che sanno che la propria chiesa non è ancora rientrata in alcun provvedimento che ne indichi la possibilità di ristrutturazione.È questo il caso delle Chiese di Agliano e Sermezzana, nel Comune di Minucciano, quello che, nella Provincia di Lucca, ha avuto più danni in assoluto».

«I comitati appositamente costituiti nelle due parrocchie – continua la nota – hanno dato vita a una raccolta di firme per richiedere l'intervento alle istituzioni religiose e civili, oltre che per realizzare numerose iniziative per la raccolta di denaro necessario all'esecuzione dei lavori. Pur essendo piccole parrocchie moltissime sono state le firme raccolte dalle petizioni, anche da molti emigranti che periodicamente ritornano al paese. Importanti sono anche i fondi raccolti tra i parrocchiani, anche se non sufficienti, senza interventi delle istituzioni, a realizzare completamente i lavori per la riapertura delle chiese. Le firme raccolte dalle due parrocchie sono state inviate, congiuntamente, all'Arcivescovo di Lucca Italo Castellani, per sollecitare un intervento e anche per chiedere spiegazioni dei motivi che fino ad oggi non hanno permesso nemmeno di prendere in considerazione la possibilità di ristrutturare le chiese chiuse. Dopo quasi tre anni dal sisma e dopo oltre due mesi dalla spedizione della lettera, il silenzio "inspiegabile e assordante" della Curia di Lucca i i Comitati a scrivere portano a conoscenza di tutti la situazione precaria che stanno vivendo (si ricorda anche un funerale con la funzione religiosa svolta all'interno dell'abitazione del defunto). I Comitati sono fermamente convinti, pur con i piccoli numeri che rappresentano, di avere gli stessi diritti di tutti gli altri fedeli e intendono lottare per la riapertura delle chiese».

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