Sicurezza
Morto il sottotenente Michelucci
Il socio dell’Assoarma aeronautica aveva combattuto in Africa
LUCCA. Oggi alle 16 nella chiesa parrocchiale di Nave si terranno i funerali del sottotenente motorista in congedo, Remo Michelucci, 95 anni, socio di punta della sezione lucchese dell’Assoarma Aeronautica. Michelucci, vedovo e da tempo sofferente, aveva combattuto in Libia durante la Seconda guerra mondiale. Era stato fatto prigioniero in Africa nel 1942 dagli inglesi che poi l’avevano deportato negli Stati Uniti dove aveva trascorso tutto il periodo della prigionia sino al termine del conflitto bellico. Pilota della squadra aerea Francesco Sforza nel 1946 era rientrato in Italia dove ha prestato servizio come motorista nella 46esima brigata a Pisa ricoprendo il grado di maresciallo e congedandosi con il grado di sottotenente. Nel 1950 Michelucci era ritornato negli Stati Uniti dove aveva svolto un apposito corso legato alla guida dei C119 i famosi vagoni volanti. Grande amico di un altro combattente come Guido Giorgi di San Concordio scomparso nel 1972 e che, appartenente alla 46 brigata, proprio per i meriti di guerra ricevette la medaglia d’argento al valore militare.
Michelucci una volta a riposo è stato tra i soci più attivi della sezione lucchese dell’Assoarma Aeronautica ricoprendo anche la carica di consigliere. Viveva da sempre accanto alla chiesa parrocchiale di Nave e, dopo la morte dell’amata consorte, era assistito da una badante e da figli e nipoti sempre presenti e devoti.
Al funerale dell’ex sottotenente motorista in congedo presenzierà il picchetto d’onore della quarantaseiesima brigata dell’Aereonautica di Pisa in alta uniforme e con il labaro in testa. I commilitoni, gli amici e i conoscenti si stringono attorno ai familiari nel ricordo di una persona solare e, finchè la salute glielo ha permesso, attiva nell’associazione.
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