La protesta
Il comitato genitori «Aiutiamo la scuola a trovare una bidella»
Proposta per scongiurare la settimana corta alle Da Vinci «Se è un problema di sicurezza troveremo un collaboratore»
LUCCA. Il comitato genitori in soccorso alla scuola per trovare la bidella che manca. È questo l’obiettivo del comitato genitori della scuola media Da Vinci che prova a scongiurare la decisione presa dal consiglio d’istituto di concentrare le lezioni, a partire dall’anno prossimo, su cinque giorni invece che su sei a causa della carenza del personale ata e che, nel frattempo, chiede che la settimana corta venga applicata solo per le classi prime. «Se la decisione è stata presa perché altrimenti non è garantita la sicurezza - spiegano dal comitato - noi siamo disposti a dare una mano alla scuola affinché venga trovata il collaboratore scolastico che manca per coprire le 30 ore di servizio che verrebbero recuperate con la chiusura della scuola il sabato». Il comitato infatti, «intende esercitare pressione verso gli organi superiori del Miur al fine di rendere nota la situazione dell’istituto comprensivo 2 costretto a scegliere tra sicurezza e didattica». Secondo i componenti del comitato, ci sono delle «particolari condizioni che giustificano la deroga come ad esempio l’elevato numero degli studenti (1.650 circa), che supera di oltre 400 il massimale di assegnazione dei collaboratori scolastici, che è di 12 per 1.200 alunni o più, il fatto che la scuola media è aperta il pomeriggio per l'indirizzo musicale e le attività didattiche complementari ma anche il fatto che l’edificio della scuola è grande e strutturato in modo tale che vi sono "ale" e "corridoi" poco visibili, il che rende necessaria, a pieno regime, la presenza di almeno un sorvegliante per piano. E ancora. Il numero dei plessi, che sono otto, ma le unità lavorative assegnate sono solo 3, nonostante alcuni plessi siano piuttosto distanti ed è difficile lo spostamento delle bidelle in caso di sostituzioni. In più anche i parametri, come quello degli alunni disabili, sono vicini allo sforamento, e giustificherebbero una deroga, soprattutto se si considera che basterebbe una sola unità lavorativa in più, rispetto le 21 dell'organico di diritto (16 ministeriali e 5 della cooperativa) per consentire di continuare a tenere aperta la scuola sei giorni la settimana». L’altro punto toccato dal comitato è quello che riguarda l’esternalizzazione dei servizi.
«Agli organi superiori del Miur - scrivono ancora sulla nota - chiederemo anche di rivedere le regole della esternalizzazione dei servizi (le bidelle “a contratto” della cooperativa), attualmente gestita con un appalto a livello nazionale a subappalti a livello locale, e di istituzionalizzare la possibilità di utilizzare nelle scuole, per la sorveglianza il cosiddetto “personale ausiliario di quartiere”. Nel frattempo, abbiamo chiesto al consiglio d’istituto, in attesa di conoscere se questa unità lavorativa in più sarà assegnata, di chiudere il sabato solo per le classi prime (circa 200 alunni), e mantenere l'orario su 6 giorni per le classi seconde e terze. In questo modo, poiché è necessario per la sorveglianza circa un collaboratore ogni 100 ragazzi, il sabato non sarà più necessaria la presenza di 5 collaboratori, attenuandosi così il problema della carenza di personale. In alternativa, disporre una apertura pomeridiana».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google