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Lucca

Bonifica partita alla ex Ecoservizi

Bonifica partita alla ex Ecoservizi

L’area era stata sequestrata dopo il sopralluogo Arpat L’agenzia rassicura: «Nessun pericolo immediato»

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CAPANNORI. Dopo la segnalazione alla magistratura nel febbraio scorso erano scattati i sigilli e adesso è partita la bonifica alla Ecoservizi in via Traversa di Lammari, che si trova in procedura fallimentare da quasi un anno. Barattoli di vernici e contenitori di olio minerale nuovi e sigillati, insieme ad alcuni rifiuti ingombranti, tra cui mobili e suppellettili, e anche auto in uso alla ditta ormai da dismettere: sono alcuni dei rifiuti speciali o pericolosi trovati dall'Arpat durante il sopralluogo fatto insieme alla polizia municipale di Capannori, a seguito della richiesta del Comune del 25 novembre scorso.

Arpat comunque tranquillizza, dopo la segnalazione del consigliere comunale Guido Angelini che aveva raccolto le preoccupazioni dei cittadini per un possibile inquinamento ambientale: «Dai sopralluoghi sono emerse alcune problematiche ambientali relative alla gestione dei rifiuti che vi erano nel tempo stati stoccati. Durante gli accertamenti è risultato che l'impianto versa in una situazione di totale abbandono e che in passato venivano stoccate diverse tipologie di rifiuto, anche pericolose: principalmente oli minerali esausti. Si è però potuto accertare che i cinque silos destinati allo stoccaggio degli oli e dei carburanti risultano vuoti, e che al di sotto di una tettoia e su area pavimentata sono presenti alcune cisternette vuote ma che avevano contenuto in passato olio esausto».

In collaborazione con personale della  municipale è stato verificato «che non vi è presenza di contaminazione all'esterno dell'area. Al di sotto di un capannone è presente un cumulo di rifiuti costituiti da rifiuti ingombranti, tra cui mobili e suppellettili. Sono ancora presenti alcuni autoveicoli in uso alla ditta ormai da dismettere».

Il curatore fallimentare ha già provveduto, laddove necessario, «a isolare e mettere in sicurezza i rifiuti presenti e sta provvedendo al completamento della bonifica dell'area e allo smaltimento dei rifiuti ancora presenti». Dato lo stato d'abbandono dell'area, «la magistratura ha dato il consenso alla richiesta di Arpat di valutare la possibilità di un sequestro preventivo allo scopo di salvaguardare i luoghi e renderli inaccessibil anche a terzi». Così dal 10 febbraio si è proceduto al sequestro dell'area.

«A oggi, con gli interventi già messi in atto, non si ha motivo di ritenere che possano sussistere pericoli immediati per le persone e l'ambiente circostante», conclude Arpat.

Nicola Nucci

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