La manifestazione
Rifiuti pericolosi alla Ecoservizi, l'area è sotto sequestro
Olii esausti e altri materiali si trovano da tempo nell'area: l'Arpat, dopo il sopralluogo, si è rivolta alla magistratura
CAPANNORI. A seguito della richiesta del Comune di Capannori del 25 novembre 2015 l'Arpat ha svolto alcuni accertamenti, in collaborazione con la Polizia Municipale di Capannori, presso lo stabilimento Ecoservizi in via Traversa Lammari.
Arpat fa sapere che "dai sopralluoghi sono emerse alcune problematiche ambientali relative alla gestione dei rifiuti che vi erano nel tempo stati stoccati. L'impianto, autorizzato alla gestione di rifiuti con determina 74/09 della Provincia di Lucca, risulta in procedura fallimentare dal 29 maggio 2015, per la quale è stato già nominato un curatore fallimentare. Durante gli accertamenti è risultato che l'impianto versa in una situazione di totale abbandono e che in passato venivano stoccate diverse tipologie di rifiuto, anche pericolose: principalmente oli minerali esausti. Si è però potuto accertare che i 5 silos destinati allo stoccaggio degli oli e dei carburanti risultano vuoti e che al di sotto di una tettoia e su area pavimentata sono presenti alcune cisternette vuote ma che avevano contenuto in passato olio esausto".
In collaborazione con personale della Polizia Municipale è stato verificato "che non vi è presenza di contaminazione all'esterno dell'area - continua l'Arpat -. Nei magazzini sono presenti alcuni barattoli di prodotti chimici (barattoli di vernici) e materie prime in piccola quantità costituite da contenitori di olio minerale nuovi e sigillati. Al di sotto di un capannone è presente un cumulo di rifiuti costituiti da rifiuti ingombranti, tra cui mobili e suppellettili. Sono ancora presenti alcuni autoveicoli in uso alla ditta ormai da dismettere. Il 2 dicembre 2015 L'Arpat aveva già dato notizia all'allora Provincia e al Comune "dello stato dei luoghi e il curatore fallimentare ha già provveduto, là dove necessario, ad isolare e mettere in sicurezza i rifiuti presenti e sta provvedendo al completamento della bonifica dell'area e allo smaltimento dei rifiuti ancora presenti. Dato lo stato d'abbandono dell'area, Arpat ha suggerito alla Magistratura di valutare la possibilità di un sequestro preventivo allo scopo di salvaguardare i luoghi e renderli inaccessibili anche a terzi".
"La magistratura - conclude Arpat - ha dato il consenso e dal 10 febbraio 2016 si è proceduto al sequestro dell'area. Ad oggi, con gli interventi già messi in atto, non si ha motivo che possano sussistere pericoli immediati per le persone e l'ambiente circostante".
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