Proteste
Per Vanessa un’aula nella sua scuola
Tanta commozione all’inaugurazione al liceo Pascoli. La madre: «Il suo ricordo non deve morire»
LUCCA. «Mi ha dato una soddisfazione grandissima: se penso che ogni giorno, questi ragazzi entreranno nell'aula e penseranno a Vanessa è come farla vivere in eterno». Così Maria Grazia Forli, madre di Vanessa Simonini, ragazza scomparsa per femminicidio nella notte tra il 7 e l'8 dicembre 2009, ha commentato al termine della mattinata che ieri ha visto l'intitolazione a sua figlia del rinnovato laboratorio di lingue del liceo “G. Pascoli” di Barga.
Questa targa nella scuola dove la ragazza si era diplomata, è un’ulteriore conferma di quanto tale tema sia caro alla scuola, che porta avanti iniziative di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne. Vanessa, ricorda la madre, qua al Pascoli «entrò bambina e uscì come donna: il suo ricordo di Vanessa, non deve morire». Un’allusione battaglia portata avanti dalla signora Maria Grazia sulla certezza della pena per quell'«essere, l'assassino, un orco travestito da agnellino» che le strappò sua figlia all'età di vent'anni.
«All'inizio ero emozionatissima -ha confidato - e ho preferito parlare dopo l'inaugurazione della targa, perché in quegli istanti il ricordo è andato a quei cinque anni in cui Vanessa è stata qua: prima di oggi non ero più tornata in questa scuola. Ma ora la gioia è tanta». Come fu tanta quando la scuola le propose di dedicare a Vanessa il laboratorio del “suo” linguistico, reso da ieri aula all'avanguardia con un contributo da Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.
La targa, è stata svelata dai compagni di classe di Vanessa. Ed è proprio al Pascoli che la ragazza si diplomò con una tesina il cui tema era la violenza sulle donne. «Un presagio su quanto avvenuto»: così, la signora Maria Grazia, definisce l'elaborato della figlia.
Dal secondo piano, la giornata si è spostata nell'aula magna, decorata di biancospino: un fiore bianco, puro, come lo spirito di Vanessa. Ma Maria Grazia non si sente così: «“Io purtroppo le spine non ce l'ho, ma lotto perché ritengo sia cosa giusta: questa è un'ingiustizia (alludendo alla sua battaglia sulla certezza della pena e alla proposta di una nuova legge su tale tema, ndr) e a me piacciono le cose giuste, anche perché Vanessa era onesta».
L'appuntamento è stato anche modo per far riflettere i ragazzi, come tutti i giorni, su cosa, le donne ancora oggi subiscono. «Noi vogliamo essere un istituto d'eccellenza per le competenze disciplinari -ha detto la preside Catia Gonnella - ma incontri come questo, servono per affrontare bene la vita: anche questa è didattica».
Infatti per Annalisa Lucchesi, capofila di “Non ti scordar di te”, sportello d'ascolto per donne vittime di abusi, «nei giovani deve nascere una nuova consapevolezza: la violenza non deve essere il mezzo per ottenere qualcosa». Tra i presenti, anche l'avvocato della famiglia Simonini, Tiziana Bertani: ha spiegato la vicenda legale e poi introdotto alla battaglia che «tiene attiva la signora Maria Grazia, e le fa onore» per arrivare a nuovi risultati dal punto di vista tecnico-legislativo. Presente Raffaella Mariani, parlamentare Pd che ha permesso alla signora Forli di portare in Parlamento una proposta di legge: progetto già passato alla Camera e ora in fase di valutazione al Senato.
Francesco Cosimini
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