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Lucca

A San Concordio il primo orto per tutti in mezzo al quartiere

A San Concordio il primo orto per tutti in mezzo al quartiere

Sarà realizzato nel parco alle spalle della Biblioteca popolare. Oltre ai filari di ortaggi ci saranno giochi e impianti sportivi

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LUCCA. Coltivare un pezzetto di terra, anche per chi non ha a disposizione un giardino. Fra non molto potrà essere realtà in diverse zone della città, a partire da San Concordio. Oggi pomeriggio alle 15.30, infatti, sarà consegnato dall’amministrazione comunale all’associazione culturale Quartiere San Concordio e all’associazione Ecoland il terreno dove sorgerà il primo “community garden”. Il Comune di Lucca è infatti uno dei sei enti toscani sperimentatori nell’ambito dell’iniziativa “Centomila orti in Toscana promossa dalla Regione” e finalizzata a realizzare orti urbani, giardini condivisi appunto dedicati alla produzione agricola, all’aggregazione sociale e allo scambio culturale.

L’orto sorgerà nel parco che si trova alle spalle della “Biblioteca popolare”, al termine della traversa prima di via della Formica. La progettazione dell’opera è stata portata avanti in maniera partecipata da una quarantina di persone che vivono o comunque frequentano il quartiere e la Biblioteca popolare.

Il parco sarà diviso in varie zone, ognuna con una specifica “vocazione”. Una delle più importanti (e delle più ampie) è quella che sarà dedicata alla coltivazione degli orti in piena terra. Per agevolare le operazioni si utilizzerà un “letto rialzato”, cioè zolle di terreno che si sollevano di circa 40 centimetri rispetto al suolo. Questa sorta di aiuole rialzate saranno disposte secondo un modello geometrico, come già avviene in altre esperienze del genere a giro per l’Italia e non solo. Nell’orto è prevista la coltivazione con tecniche di agricoltura biologica di varie specie locali e con specie da fiore.

In una seconda zona la coltivazione sarà invece realizzata posizionando alcuni cassoni di legno rialzati, per agevolare l’utilizzo da parte dei bambini, degli anziani e delle persone che sono costrette sulla sedia a rotelle. Anche in questo caso ci sono già realtà che utilizzano metodologie simili: avviene, ad esempio, negli orti di Losanna, in Svizzera.

Non ci saranno, però, solo zone “coltivabili”. Nella zona sud del parco, infatti, saranno realizzate un’area umida e una denominata “wildflowers”, fiori selvaggi. La prima accentuerà una depressione già presente fra alcuni pioppi bianchi per ottenere una zona da “colonizzare” a opera di anfibi e uccelli tipici proprio delle aree umide.

Poco più in là, l’area dei fiori selvaggia sarà curata in maniera particolare, con al massimo un taglio annuale per far crescere erbe spontanee e vari fiori di campo. Ci saranno poi alcuni arbusti ornamentali e, lungo il confine ovest, un filare di alberi da frutto: la scelta delle specie- si spiega nel progetto - «sarà effettuata ricorrendo a quelle che non richiedono trattamenti antiparassitari e, se possibile, riferibili ad antiche varietà toscane o lucchesi».

Infine, ci saranno alcune infrastrutture di supporto. Innanzitutto sarà rimessa a nuovo l’area sportiva, con un campo di pallavolo e uno da calcio. Poi ci sarà un’area giochi per bambini e arredi vari, come panchine, tavoli, gazebi di legno.

Gli interventi, secondo il programma presentato dalle due associazioni, dovrebbero partire quest’anno e concludersi entro dicembre, a parte alcuni lavori che arriveranno fino al 2018.

Il terreno, di 4.750 mq, sarà ceduto dal Comune che dovrà realizzare l’impianto di illuminazione pubblica, un pozzo e un impianto di irrigazione, compatibilmente al reperimento delle necessarie risorse finanziarie.

Le due associazioni, che avranno in gestione per otto anni il terreno pubblico, dovranno realizzare la struttura dell’orto comunitario e gestirlo, rendendolo accessibile alla comunità e organizzandovi attività culturali e didattiche gratuite per l’utenza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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