Gioco
Rapinato con la pistola puntata alla tempia
Lucca, in tre entrano nel negozio-kebab: rubati 300 euro e un cellulare, minacce e botte al gestore
LUCCA. Era al telefono con un suo familiare quando dalla porta a vetri ha visto avvicinarsi le sagome di tre uomini col volto coperto da un passamontagna. Sono le 22.30 di mercoledì sera e in via Vecchia Pesciatina a San Vito, tutte la attività commerciali hanno già abbassato le saracinesche e Asif è solo dietro al bancone del negozio-kebab.
In pochi secondi i tre sono dentro, uno gli punta la pistola alla tempia intimandogli di aprire la cassa e di dare loro il portafoglio: gli strappano dalle mani il cellulare, tutti indossano i guanti per non lasciare alcuna traccia. Un altro comincia a picchiarlo con qualcosa che assomiglia a un manganello: il “manico” in gomma è ancora lì, sopra un tavolino del “Lucca Doner Kebab” dove ieri sera, intorno alle 22.30, Asif, giovane pakistano titolare dell’attività, ha dovuto fare i conti con la violenza di chi voleva portargli via ciò che era suo. L’incasso della giornata, in tutto circa 300 euro, e il suo cellulare: questo sono riusciti a rubare i tre. Prima però l’hanno picchiato, minacciato con una pistola: l’hanno talmente terrorizzato che ieri il giovane, per diverse ore, non ha avuto il coraggio di tornare al suo lavoro. Una rapina che ha sconvolto tutto il quartiere, spesso teatro purtroppo, di episodi di violenza simili. E Asif non è che l’ultima vittima di una serie di colpi messi in atto in queste ultime settimane a Lucca e dintorni, tutti accomunati da un copione molto simile.
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La banda infatti, composta da tre persone, tutti alti un metro e 75 e con corporatura esile, è entrata in azione all’ora di chiusura. Nel “Lucca Doner Kebab” in quel momento non c’erano clienti. Una rapina-lampo tanto che il titolare ha appena avuto il tempo di accorgersi di quel che gli stava succedendo. In un attimo uno dei malviventi gli ha puntato una pistola alla tempia, pare di piccola dimensione (non si sa se vera o giocattolo), e gli ha strappato di mano il suo cellulare Samsung. Poi è cominciata la richiesta dei soldi, di quelli contenuti nella cassa e del suo portafoglio. Sulle prime Asif si è rifiutato di aprire la cassa e ha detto di non avere con sé alcun portafoglio. Alla fine sono stati gli stessi malviventi ad aprire la cassa e a prendere i 300 euro che vi erano dentro. Uno di loro poi, dopo aver cercato nei cassetti il portafoglio del giovane senza trovarlo, si è avvicinato a lui e ha cominciato a picchiarlo con un “manganello” continuando a urlare: «Dacci il portafoglio». Manganellate sulla schiena che il giovane ricorda una a una ma che per fortuna non gli hanno provocato lesioni gravi tanto che non c’è stato bisogno dell’intervento dei sanitari. Asif cerca di stare calmo e di non pensare al peggio ma la paura è tanta. Risponde ai tre malviventi ribadendo che lui, quel maledetto portafoglio, non lo ha con sé. A quel punto i tre, forse preoccupati che qualcuno potesse accorgersi di cosa stava succedendo all’interno del “Lucca Doner Kebab”, decidono di andarsene. Scappano a piedi dileguandosi tra le vie del quartiere, imboccando via Giorgini e proseguendo poi nella direzione della chiesa. Asif tira un respiro di sollievo e allerta immediatamente le forze dell’ordine. Su questa rapina le indagini sono condotte dalla polizia.
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