Il Tirreno

Lucca

alla stazione

In stato confusionale sui binari

In stato confusionale sui binari

L’uomo, che doveva rientrare in Pakistan, fermato dalla Polfer

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LUCCA. Non è stato un tentativo di suicidio, come invece si era creduto all'inizio, il gesto di un pakistano di quarant’anni sorpreso a percorrere a piedi i binari della stazione di Lucca in direzione Firenze, ma di un atto di leggerezza dovuto probabilmente allo stato confusionale in cui questo versava. La vicenda del richiedente asilo, si è consumata ieri mattina intorno alle 10,40 ed è stata l'epilogo della disperazione e della preoccupazione di chi, lontano dalla patria da cui se ne era andato in cerca di speranza e di una vita migliore, è stato raggiunto dalla notizia dell'attentato di Lahore, in Pakistan, dove, nel giorno di Pasqua, un kamikaze si è fatto esplodere provocando decine di vittime e centinaia di feriti. Non è chiaro se l'uomo, nei giorni successivi, sia venuto a sapere di aver perso amici o familiari nei tragici fatti del 27 marzo, o se da allora non sia più riuscito a mettersi in contatto con qualcuno di loro, fatto sta che, in preda alla preoccupazione, intorno alle 9 di ieri si è presentato in questura per sbrigare le pratiche che gli avrebbero consentito di fare ritorno a casa. Una volta negli uffici però, dopo aver appreso che la mancanza di alcuni documenti, avrebbe causato un ritardo al suo programma, il pakistano si è incamminato, deluso, verso la stazione. Lì, incurante dei divieti, ha oltrepassato la banchina ritrovandosi sui binari. Il treno sarebbe passato soltanto quindici minuti dopo la sua decisione di percorrere il tratto a piedi, ma grazie all'intervento tempestivo della Polfer, l'uomo è stato comunque condotto subito al sicuro. Dopo aver tentato di tranquillizzarlo, di fronte all'evidente stato di agitazione del pakistano, peraltro incapace di spiegarsi nella nostra lingua, gli agenti hanno deciso di richiedere l'arrivo sul posto di un'ambulanza per il trasporto al San Luca.

Flavia Barsotti

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