Il Tirreno

Lucca

Maxirisarcimento per una bimba disabile

di Luca Dini
Maxirisarcimento per una bimba disabile

Secondo i giudici i danni alla piccola furono dovuti al ritardo nel parto: alla famiglia indennizzo di oltre due milioni

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BARGA. Risarcimento record, di due milioni e 300.000 euro, per una famiglia residente nella Valle del Serchio. L’Asl 2 è stata condannata dal tribunale di Lucca a pagare l’ingente somma per un caso di malasanità che ha riguardato la nascita di una bimba nell’ormai lontano 2005. La piccola, infatti, ha una serie di gravi patologie neurologiche che ha portato a un’invalidità accertata del 95%.

Il Tribunale ha ricondotto la causa di questa grave disabilità a quanto successo nel momento del parto della bimba all’ospedale San Francesco di Barga. Condannato, in solido con l’Asl, il dottor Patrizio Barbuti, ginecologo oggi in pensione che ha assistito al parto.

Un caso giudiziario, seguito dagli avvocati Francesco Achille Rossi di Firenze ed Ugo Mazzei di Castelnuovo per conto della famiglia, che segna un risarcimento record per il tribunale di Lucca, ma anche tragici risvolti umani.

Il giudice monocratico, dottoressa Beatrice Simona Giunti, ha letto ieri il dispositivo che condanna l’Asl di Lucca in solido con il dottor Barbuti a risarcire la somma, composta dal danno alla minore, dai danni morali ai genitori e ai due fratelli, dai danni alla salute della mamma, dalle spese mediche sostenute ed anche una stima sui costi che dovranno essere sostenuti in futuro.

«Abbiamo seguito il caso sin da quel maledetto 31 ottobre 2005, giorno del parto – dice l’avvocato Rossi –, anche se la causa è iniziata poi solo nel 2010. Questo perché inizialmente la famiglia ha dovuto pensare alla salute della bimba e per una inutile trattativa con l’assicurazione dell’Asl».

Coinvolti nella causa, ma non ritenuti responsabili, anche l’allora primario del reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Barga, il dottor Pierluigi Vangie la ginecologa che visitò la madre della nascitura il giorno precedente al ricovero per il parto, la dottoressa Maria Rosa Del Pistoia.

Sono stati chiamati in garanzia la Carige Assicurazioni, ora Amissima Assicurazioni, l’Axa Assicurazione, l’Europe Assistance Italia ed anche gli eredi del dottor Piero Baldera, all’epoca dei fatti ginecologo di fiducia della madre, anche questi assolti.

«La responsabilità dell’azienda sanitaria in solido con il ginecologo – spiegano gli avvocati Rossi e Mazzei – è per grave negligenza, imprudenza ed imperizia nell’assistenza al travaglio di parto che è durato sette ore prima che si decidesse di intervenire con il taglio cesareo, provocando la asfissia della neonata».

I fatti sono avvenuti nella notte di un giorno festivo, tra la mezzanotte di domenica 30 ottobre e le 7 del mattino successivo, con turni di guardia dei medici che all’epoca erano di 24 ore. Inoltre, l’anestesista, che era reperibile, non fu chiamato per praticare l’intervento, ma fu atteso il suo ingresso in servizio alle 7 del mattino.

Non era obbligatoria una guardia attiva da parte dell’anestesista, ma era sufficiente la reperibilità in caso di necessità, poiché presso l’ospedale di Barga si verificavano meno di 500 parti annui.

Ma quella telefonata non è mai partita e questo ha causato il danno che nessuna cifra, per pur alta che sia, potrai mai riparare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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