Italia
Centododici disoccupati il compenso è di 104 euro
I restanti 163 nominati sono stati sorteggiati da un programma informatico Nell’albo nato dopo lo scandalo “parentopoli” sono iscritte 3.168 persone
LUCCA. Ci sono 112 disoccupati tra i 275 scrutatori individuati per coordinare le operazioni di voto del 17 aprile, giorno in cui i cittadini di Lucca saranno chiamati a esprimere un’opinione nel referendum sulle trivellazioni. Gli elettori dovranno decidere se i permessi per estrarre idrocarburi in mare, entro 12 miglia dalla costa, cioè più o meno a 20 chilometri da terra, debbano durare fino all’esaurimento del giacimento, come avviene attualmente, oppure fino al termine della concessione. Una questione piuttosto tecnica a dire il vero. In pratica, se il referendum dovesse passare - raggiungere il quorum con la vittoria del sì - le piattaforme piazzate attualmente in mare a meno di 12 miglia dalla costa verranno smantellate una volta scaduta la concessione, senza poter sfruttare completamente il gas o il petrolio nascosti sotto i fondali. Non cambierà invece nulla per le perforazioni su terra e in mare oltre le 12 miglia, che proseguiranno, né ci saranno variazioni per le nuove perforazioni entro le 12 miglia, già proibite dalla legge.
Come sono stati scelti. A vigilare sulle operazioni di voto e sul loro regolare svolgimento saranno gli scrutatori indicati nell’articolo a fianco. Come già lo scorso anno per le regionali, l’amministrazione comunale di Lucca ha deciso di dare priorità nella nomina alle persone iscritte all'albo degli scrutatori che siano in stato di disoccupazione o prese in carico dal servizio sociale per condizioni di povertà o situazione economica disagiata. I soggetti interessati avevano tempo fino al 18 marzo per compilare il modello di domanda e presentarlo al Comune. «Sono 112 le persone appartenenti a queste categorie che si sono fatte avanti e di conseguenza sono state nominate come scrutatori per il referendum», spiega l’assessore Antonio Sichi. Gli altri 163 sono stati sorteggiati attraverso un programma informatico che “pesca” a caso dalla lista degli iscritti all’Albo seguendo un unico filtro: il 50% degli iscritti può fare lo scrutatore se negli ultimi cinque anni ha esercitato questo ruolo almeno una volta in modo che venga garantita la presenza di scrutatori già formati. Per la restante percentuale, invece, è valso solo il criterio dell’iscrizione all’albo degli scrutatori. Iscrizione che deve essere effettuata o confermata entro il 31 dicembre di ogni anno.
Il dopo “parentopoli”. «Ancora una volta trasparenza e attenzione verso i più bisognosi», commenta Sichi. Un aspetto che merita di essere rimarcato: l’albo, infatti, nacque dopo la “parentopoli” scoppiata alla vigilia delle elezioni politiche nel 2013. Per sgombrare definitivamente il campo da rischi di nomine indotte da vicinanza parentale, l’amministrazione intraprese un percorso pesante, come quello di consultare via lettera tutti i cittadini iscritti nelle liste elettorali e quindi potenziali scrutatori sulla loro disponibilità a un incarico al seggio qualora venissero estratti e chiamati. Da qui è nacque l’albo. Dopo l’ultima “ripulitura” le persone iscritte sono 3.168. Da queste è venuto fuori l’attuale elenco degli scrutatori per il referendum.
Compensi. Per chiunque eserciti il ruolo di scrutatore il 17 aprile è previsto un compenso di 104 euro, che scende a 53 per i quattro scrutatori assegnati ai seggi speciali (ospedale San Luca e carcere San Giorgio). Eventuali rinunce per subentrata incompatibilità o gravi motivi dovranno essere tempestivamente presentate per scritto all'Ufficio elettorale, allegando il provvedimento di nomina. Ai sostituti verrà comunicata la nomina mediante notifica.
I presidenti di seggio non sono ancora stati nominati. Vengono scelti tra gli iscritti a uno specifico Albo e sono nominati dalla Corte d'Appello entro il trentesimo giorno antecedente la consultazione elettorale. Eventuali rinunce per incompatibilità o gravi motivi dovranno essere presentate al Tribunale.
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