Sicurezza
L’acqua garfagnina negli Emirati Arabi
Fino a due anni il futuro dell’azienda era incerto, adesso la Fonte Azzurrina conquista una grande commessa
CAREGGINE. La farina di castagne Dop, il farro Igp e adesso...l'acqua. La Garfagnana sembra aver trovato un nuovo prodotto tipico da esportare. E in questo caso non si tratta di vendere frigoriferi agli eschimesi, bensì acqua a popolazioni che vivono a ridosso del deserto.
Stiamo parlando dell'acqua della Fonte Azzurrina di Careggine. Uno stabilimento che, a meno di due anni dalla sua rinascita dopo un periodo buio e tante paure, sta cominciando a macinare affari, conquistando nuovi mercati (e che mercati).
L’acqua della Garfagnana, infatti, debutterà a breve sulle tavole di uno dei paesi più ricchi del mondo, per la precisione su quelle degli Emirati Arabi Uniti. Un debutto che segue la visita dell’ambasciatore del Paese arabo in Italia e la partecipazione a tutte le più importanti fiere del settore.
Le bottiglie con le scritte in arabo sono già pronte a partire dalle sorgenti di Careggine verso le tavole degli emiri, come annuncia con soddisfazione il sindaco Mario Puppa, che da tempo segue le vicissitudini dello stabilimento. Soddisfazione comprensibile soprattutto se si guarda al recente passato dello stabilimento garfagnino, per il quale, appena un paio di anni fa, il futuro appariva incerto. Anzi, a dirla tutta non si sapeva nemmeno se lo stabilimento, e i relativi posti di lavoro, avrebbero potuto avere un futuro.
Furono necessarie, infatti, ben cinque aste prima che l’azzurrina trovasse un nuovo proprietario, dopo un fallimento e due anni di stop della produzione. Era l’inizio di aprile 2014 quando la Tesorino Spa, per una somma di poco superiore ai 300mila euro, si aggiudicò l’impianto, facendo ripartire la produzione. Di lì a tre mesi (ma le bottiglie di acqua con il marchio Azzurrina avevano già cominciato a fare la loro comparsa sugli scaffali dei supermercati, almeno a livello locale) ci fu l’inaugurazione ufficiale dello stabilimento di Careggine. Una ripartenza che riportò serenità a tutti i dipendenti che, due anni prima, erano rimasti spiazzati da quel fallimento: dei 13 lavoratori che erano impiegati per l’Azzurrina prima dello stop, 11 (e tutti residenti a Careggine) varcarono di nuovo la soglia dello stabilimento, ma solo perché gli altri 2 nel frattempo avevano già trovato un altro lavoro.
Da quel momento è iniziato un circolo virtuoso, che non ha permesso solo allo stabilimento di Fontanacci di continuare a lavorare, ma che ha portato a una sua espansione sui mercati, con la nuova proprietà che ha mostrato una visione ampia, al punto da varcare i confini nazionali.
Quello messo a segno con gli Emirati Arabi non rappresenta, infatti, l’unico colpo della Tesorino, che sotto il profilo del marketing ha dimostrato di sapersi muoversi agevolmente, gettando solide basi per il futuro della Fonte Azzurrina.
Come detto la partecipazione a importanti fiere del settore la sta facendo conoscere oltre i confini d'Italia. Oltre le già buone caratteristiche dell'acqua, ecco che Fonte Azzurrina può sfruttare il brand Garfagnana e, nello specifico, quello delle Alpi Apuane. E se ora l'acqua, imbottigliata in tre formati in vendita, è pronta a partire anche per gli Emirati. Già pochi mesi fa l’acqua della Garfagnana ha cominciato a farsi conoscere anche dall’altra parte del mondo. A inizio anno, infatti, lo stabilimento di Careggine ha prodotto bottiglie per l'Australia, grazie ad un accordo commerciale con la B-Well.
E visto quanto fatto in così breve tempo è legittimo aspettarsi il superamento di nuove frontiere, nel senso letterale del termine.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
