La manifestazione
Passa la mozione contro la centralina
“Voltiamo pagina” esce dal consiglio al momento del voto Betti: i pareri espressi dagli uffici erano puramente tecnici
BAGNI DI LUCCA. Un consiglio comunale particolarmente difficile che si è concentrato sulla mozione riguardante la tanto discussa centralina sul torrente Lima, progettata dalla società genovese Green Factory. Dopo l’assemblea pubblica al Teatro Accademico lo scorso 4 marzo, il Comitato nato per tutelare il corso d’acqua aveva chiesto l’approvazione di una mozione, all’unanimità del consiglio, contro l’ennesimo sbarramento; sul tavolo tra le altre questioni: l’impatto ambientale e paesaggistico dell’impianto, la vocazione turistica del territorio, il permanere degli sport fluviali.
La discussione tra maggioranza e opposizione è stata accesissima e alla fine tra i banchi della minoranza solo Bartoli (Obiettivo Comune) ha sottoscritto il documento predisposto dal gruppo del sindaco Massimo Betti. Il “No” alla centralina è quindi arrivato come tutti si auspicavano ma senza il voto favorevole di Voltiamo Pagina che ha lasciato l’aula. A parlare a nome del gruppo è stato Carlo Giambastiani che ha sottolineato come il numero crescente di impianti di derivazione abbia determinato un problema ambientale. Voltiamo Pagina si è detto contrario allo sbarramento sulla Lima e alle altre realtà impattanti che si sono sviluppate sui corsi d’acqua ma ha deciso di non riconoscere il documento presentato: «Tutta la questione è stata gestita in modo superficiale e sicuramente avrà strascichi legali – ha affermato Giambastiani –.Del resto è stato lo stesso Comune a dare elementi a Green Factory per andare avanti nell’inter autorizzativo. Dagli uffici sono partiti tre pareri favorevoli e solo nel novembre 2015 il sindaco si è dichiarato contrario. Da parte nostra avevamo richiesto di predisporre un documento condiviso, cosa che non è avvenuta». Al consigliere ha risposto lo stesso Betti che ha bollato le sue affermazioni come mistificatorie e demagogiche. Secondo il primo cittadino infatti i pareri espressi dagli uffici erano considerazioni meramente tecniche e, oltretutto, proprio uno dei responsabili tirati in causa, richiamava l’attenzione sulla presenza di troppe centraline autorizzate. Quello che auspicava la maggioranza, ha proseguito Betti, «era la creazione di un fronte unito e compatto contro al progetto»; istanza sostenuta anche dal pubblico presente in sala. Dopo l’abbandono di Pelagalli e Giambastiani, una sospensione e una mediazione con Bartoli si è così giunti al voto favorevole della mozione che ha definitivamente ufficializzato il no all’impianto.
Chiara Lammari
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