Il Tirreno

Lucca

La rivoluzione? Stop edificazioni e via al recupero

di Barbara Antoni
La rivoluzione? Stop edificazioni e via al recupero

Il sindaco presenta il piano strutturale Scadenza per l’adozione: il prossimo autunno

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LUCCA. La parola “rivoluzione”, per il piano strutturale approvato non più tardi due giorni fa dalla giunta, ha una varietà di significati. Può essere tradotta come riordino di un assetto urbanistico sconnesso dall’iperattività edilizia del primo decennio degli anni Duemila; può significare la rigenerazione urbana dei quartieri più popolati, come Sant’Anna, San Concordio, San Pietro a Vico attraverso una riorganizzazione di servizi e funzioni; può esplicitarsi nella rimodulazione del flusso del traffico con una nuova uscita autostradale (a Mugnano) in vista della realizzazione dell’asse nord-sud e nell’ottica di consentire al traffico pesante di dribblare la città se la destinazione è la Valle o la Piana industrializzata.

Adesso il documento, le cartografie che raccontano il futuro urbanistico e lo sviluppo di Lucca nei prossimi quindici anni ci sono. Dopo l’ok della giunta ieri il sindaco Alessandro Tambellini e l’assessore all’urbanistica Serena Mammini ne hanno fatto la presentazione.

Diciannove mesi di lavoro fin qui, uno staff di quattro tecnici (più l’assessore) tutto al femminile (l’ingegner Antonella Giannini dirigente, gli architetti Carla Villa alla guida dell’ufficio con Cristiana Cristiani e Monica Del Sarto), tre professionisti esterni come consulenti (gli architetti Gilberto Bedini, Fabrizio Cinquini, Michela Biagi): questi i numeri macroscopici.

«L’urbanistica lucchese ha vissuto momenti travagliati - introduce Tambellini -. L’ultimo piano strutturale risaliva al 2001. Risale al 2002 il regolamento urbanistico e al 2004 la sua approvazione. Nel 2008 si ebbe consapevolezza che si era costruito più del consentito e ci fu un blocco. Si dovette ricorrere a una variante di salvaguardia, di riallineamento. Nel nostro programma c’era di rimettere in ordine questo sistema complesso ma non sapevamo che la Regione stava procedendo in contemporanea con un nuovo piano paesaggistico sottoposto a nuove leggi. Ci siamo adeguati, è stato complicato. Per fortuna partivamo però dalla stessa unità d’intenti: minor consumo di suolo pubblico e massimo recupero di manufatti esistenti».

«Il piano che abbiamo preparato - aggiunge il sindaco - punta alla buona conservazione e non all’assassinio del territorio. Evita, tengo a sottolinearlo, impulsi speculativi di ogni genere e guarda all’interesse complessivo della città».

«Il piano strutturale - afferma Serena Mammini - non è un punto di approdo ma di inizio di un altro percorso. La proposta sarà condivisa con il consiglio comunale. Alla commissione urbanistica è stato messo a disposizione tutto il materiale prodotto. La filosofia è la persona al centro delle scelte, l’aumento della vivibilità e della qualità della vita. Se il piano strutturale è una costituzione, abbiamo bisogno adesso delle norme attuative, cioè il piano operativo: vi lavoreremo in contemporanea alla stesura del piano delle funzioni».

E le tensioni con la commissione urbanistica che non si riunisce da dicembre, perché il presidente ha chiesto e non ricevuto una copia del piano in consultazione personale? «Il parere della commissione non è vincolante - risponde il sindaco -. Se la commissione non rispecchia la maggioranza è un problema di capigruppo e del presidente del consiglio comunale. Non accetterei un rinvio continuo per un tempo imprecisato. Non vedo resistenze nella maggioranza, se ci sono si palesino. Dobbiamo andare dritti all’adozione». Scadenza? «Entro un mese e mezzo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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