Il Tirreno

Lucca

In 300 al corteo, ma senza il sindaco

di Francesco Cosimini
In 300 al corteo, ma senza il sindaco

Prime quattro ore di sciopero alla Kme. Rossi (Cgil): «Spero che le istituzioni ci stiano accanto durante la trattativa»

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BARGA. Ieri a Fornaci di Barga, i lavoratori e le lavoratrici dei capannoni Kme hanno incrociato le braccia. Le prime quattro ore di sciopero promosse dai sindacati, e previste per ciascun turno della giornata e anteriori le altre otto che verranno impiegate per una manifestazione che si volgerà a Firenze, sono iniziate dal “6-2”. I dipendenti protestano contro la chiusura del forno verticale (Asarco, della fonderia rame) sottolineando che senza questo i capannoni e i lavoratori non vedranno un futuro, chiedere un definitivo e certo piano industriale a garantire occupazione, manutenzione straordinaria a quegli impianti produttivi ormai non più in buono stato.

Ieri, giorno che precedeva l'incontro di oggi a Lucca tra sindacati-azienda durante il quale i primi chiederanno lumi anche sulla maturazione dei ratei di tredicesima, il concentramento degli aderenti allo sciopero, dalle 8, ha dato il via a una manifestazione. Il corteo, partito dai tornelli, cioè l'entrata dipendenti su via Della Repubblica, bloccando il traffico di Fornaci, si è diretto verso la zona industriale de Il Chitarrino e cioè all'entrata merci dell'azienda.

Oltre trecento le presenze scese in strada a difendere le proprie ragioni derivate da quanto sta attraversando l'azienda: in queste, oltre ai lavoratori e alle lavoratrici di Kme-Fornaci, anche il personale della mensa, la ditta Fanin, una rappresentanza della Corghi e della Perini, chi fino a poco tempo fa lavorava per l'azienda ed infine i negozianti fornacini di Cipaf. «Mi sembra più che logica la nostra presenza: la Kme rappresenta Fornaci, è il suo fulcro, e noi siamo una realtà di questo paese. Se dovesse chiudere, sarebbe un grande problema per tutti», ha dichiarato Fiorella Chiezzi, presidente uscente di Cipaf.

La grande partecipazione segnala una preoccupazione che riguarda non solo un paese, ma una valle intera. Ma i presenti al corteo hanno notato e percepito un'assenza: quella delle istituzioni, anche se alcune erano presenti non in forma ufficiale.

«Un'assenza che si nota e si fa notare - commenta Mauro Rossi, segretario provinciale della Fiom Cgil - mi auguro che sia un’assenza legata ad un disguido: spero che ci stiano al fianco per procedere alla trattativa». Poi, durante il corteo, la rappresentanza sindacale ha sottolineato di aver ricevuto una chiamata dal sindaco di Barga: egli ha ribadito la solidarietà dell'amministrazione verso i lavoratori e garantito il proprio impegno a favore dei posti di lavoro e sul futuro dello stabilimento fornacino. Giacomo Saisi, rappresentante provinciale della Uilm, alla manifestazione, si è ritenuto soddisfatto per il grande appoggio che la mattinata ha visto. Dopo aver ripercorso le vicende della fabbrica e dei suoi lavoratori nei mesi successivi la decisione sulla riconversione dei capannoni in stabilimento per colture idroponiche, ha affermato che «non è più il tempo di aspettare: ora è il momento per fare un punto della situazione e portare l'azienda al tavolo della trattativa».

Presente al corteo anche Emilio Cecchini di Fiom-Cgil: «La partita si gioca da qui in avanti e se non viene ristabilito il forno verticale, si arriverà alla manifestazione di Firenze che si svolgerà davanti la sede dell'azienda vicina a quella della Regione».

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