Il Tirreno

Lucca

«I nostri stipendi ridotti del 60%»

Protestano i lavoratori della Lic, la replica dell’azienda: «Scarsa liquidità per i grossi investimenti»

3 MINUTI DI LETTURA





PORCARI. Il lavoro non manca, lo dimostra il continuo ricorso ai lavoratori stagionali e, appena pochi mesi fa (il 20 dicembre scorso) l'annuncio di 13 assunzioni a tempo indeterminato da aggiungere ai 60 dipendenti fissi, e alla quarantina di stagionali, del gruppo di lavanderie che fa capo alla Lic, ossia la Taims di Porcari e le due aziende di Massa Cozzile La Perfetta e Magnelli. Quello che manca, questa la protesta di una parte dei dipendenti della stessa azienda, è una parte consistente dello stipendio. Tutto, viene spiegato, dai lavoratori, è iniziato il primo gennaio del 2015, quando ai dipendenti viene proposta una riduzione del 20% dello stipendio (un accordo che non sarebbe stato accettato da tutti, e chi non l’ha fatto continuerebbe a riscuotere il 100% dello stipendio). Ma, viene spiegato, non finisce lì: secondo la protesta i lavoratori stagionali dovrebbero ancora riscuotere per intero le loro spettanze, le tredicesime verrebbero spalmate sulle 12 mensilità (questo dall’inizio del 2015) e, cosa ancora più significativa, al taglio del 20% dello stipendio da tre mesi a questa parte si è aggiunta una nuova riduzione, ancor più significativa, del 50% (sull’80% che riscuotevano fino a quel momento). In sostanza nelle ultime tre mensilità i lavoratori avrebbero riscosso il 40% del loro stipendio. Una situazione che ha portato anche a un duro intervento dei sindacati. In particolare nella nota distribuita da Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil si lanciavano dure accuse all’azienda, ventilando anche una grave accusa, ossia quella di un’operazione «propedeutica a rendere la Lic più o meno capiente di fronte a un’eventuale procedura giudiziaria». Una teoria contestata dall’azienda (che per questo ha querelato il segretario della Filctem Cgil Franco Galeotti) che invece dà una risposta diversa a quella che è la domanda centrale dei lavoratori: come è possibile che ci sia una mancanza di liquidità quando il lavoro non manca?

La replica dell’azienda. La risposta sta in una parola che vuol tranquillizzare: investimenti. Investimenti che da un lato fanno mancare denaro nell’immediato ma che dimostrerebbero la volonta della Lic di andare avanti. «Non è vero – è la nota dei vertici Lic – che l'azienda si è sottratta al confronto serio con le rappresentanze sindacali: l'ultimo di una lunga serie di incontri, ai quali il signor Galeotti ha partecipato, si è tenuto poco più di un mese fa negli uffici di Confindustria. La nostra volontà non è certamente quella di far affondare l'azienda, ma, al contrario, di salvaguardare sia la Lic sia le aziende commerciali, in quanto realtà tra loro indissolubilmente connesse. In questo senso non riteniamo precisa e puntuale la posizione del signor Galeotti, riportata sul v giornale e riferita dallo stesso ai nostri dipendenti nel corso dell'ultima assemblea il 5 febbraio scorso. Posizione contro la quale abbiamo già adottato le tutele necessarie, a difesa del nostro buon nome e della correttezza del nostro operato. Sulle misure aziendali cui si fa riferimento sottolineiamo che vi è stato un regolare accordo con i dipendenti di fronte alla commissione di conciliazione alla Direzione territoriale del lavoro di Lucca e alla presenza delle rappresentanze sindacali. È vero, invece, che stiamo attraversando un periodo di crisi che nasce essenzialmente dall'aver realizzato un importante investimento per l'acquisizione di macchinari di ultima generazione nel settore delle lavanderie industriali. Ci inorgoglisce affermare, senza tema di smentita, che, in questa operazione, che dimostra già di per sé la volontà di proseguire con l'attività, non è stato perso un solo posto di lavoro e che la nostra azienda dà lavoro direttamente ad oltre 100 persone (al 90% personale femminile), ai quali se ne aggiungono quasi altrettante nell'indotto. Non condividendo la logica di certe dichiarazioni, che non hanno alcun effetto pratico né per l'azienda né per i lavoratori, ma, a nostro avviso, rendono evidente solo l'intenzione di affossare un’importante realtà industriale del territorio»

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa