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Sindacati in allarme per la Lavanderia Lic

Sindacati in allarme per la Lavanderia Lic

PORCARI. Allarme dei sindacati per la situazione dei dipendenti della Lavanderia Lic di Porcari. «Da oltre un anno e mezzo – si legge sulla nota di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec – cerchiamo un...

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PORCARI. Allarme dei sindacati per la situazione dei dipendenti della Lavanderia Lic di Porcari.

«Da oltre un anno e mezzo – si legge sulla nota di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec – cerchiamo un confronto costruttivo e propositivo con la direzione aziendale, ma registriamo ancora una volta che l'unica politica industriale dei tre soci rimane quella di andare dritto per la loro strada, continuando a lasciare i lavoratori senza stipendi e mancando di rispettare elementari norme in materia di lavoro e istituti contrattuali previsti. A preoccuparci ulteriormente, sono le dichiarazioni aziendali di voler conferire i beni materiali come i macchinari di lavaggio, i mangani per la stiratura e così via di proprietà di tre società commerciali (due di Massa Cozzile, La Perfetta e Magnelli, la terza di Porcari, la Taims) alla stessa Lic; ricordandoci appunto che la Lic lavora quasi esclusivamente per le tre commerciali, i cui proprietari sono gli stessi soci della Lic e vantando la Lic crediti per milioni di euro verso le tre commerciali. Temiamo che l'operazione di travaso dei beni sia solo propedeutica a rendere la Lic più o meno capiente di fronte a un’eventuale procedura giudiziaria, cercando di scongiurare qualsiasi rivalsa dei creditori nei confronti dei "tre gioielli di famiglia", lasciando invece affondare lo stabilimento di produzione con tutto il personale».

«Quindi – continuano i sindacati – possiamo dire che a nulla sono servite le illegittime misure aziendali di ridurre gli stipendi dei lavoratori del 20%, poiché ci troviamo ancora una volta di fronte al fatto che gli stipendi non vengono ancora regolarmente corrisposti nemmeno nella contestata misura ridotta, costringendo di fatto molti dipendenti a ricorrere alle associazioni di volontariato che si fanno carico delle situazioni di povertà. Come abbiamo sempre sostenuto, quella intrapresa dalla Lavanderia Lic non può essere la strada giusta per salvare né l'attività produttiva né il livello occupazionale, ammesso e non concesso che un eventuale salvataggio sia ancora ritenuto interessante per i soci, poiché la stessa direzione aziendale ci ha comunicato che la Lic sta praticamente lavorando per un eventuale curatore fallimentare, e che è stata recentemente protagonista di un intervento da parte dell'ispettorato del lavoro poiché, ci dicono i lavoratori, all'interno del ciclo produttivo veniva impiegata manodopera proveniente da una cooperativa, che come sappiamo bene si tratterebbe di una pratica illegale e sleale nei confronti della libera concorrenza. La nostra preoccupazione verso i lavoratori quindi aumenta a dismisura ogni giorno che passa».

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