Finanza
Confermate le condanne per l’omicidio Canozzi
MINUCCIANO. Basta un’ora e mezzo alla Corte d’Assise d’Appello di Firenze presieduta dal giudice Alessandro Nencini per confermare in toto la condanna ai due albanesi che la sera del 15 gennaio 2012...
MINUCCIANO. Basta un’ora e mezzo alla Corte d’Assise d’Appello di Firenze presieduta dal giudice Alessandro Nencini per confermare in toto la condanna ai due albanesi che la sera del 15 gennaio 2012 provocarono la morte di Ugo Canozzi, poliziotto in pensione di 82 anni, trovato cadavere nella sua casa colonica di Castagnole di Minucciano. Segno che la corte d’Assise di Lucca (presidente Stefano Billet) ha svolto davvero un lavoro egregio e le motivazioni su cui si sono basate le condanne hanno retto al secondo grado di giudizio. Conferma quindi della condanna a 28 anni di reclusione per Lorenc Marini, 28 anni, accusato di omicidio aggravato con dolo eventuale. Come a dire che Marini non voleva uccidere, ma in conseguenza della sua azione era consapevole che potesse verificarsi anche l'ipotesi della morte dell'anziano. Undici anni di reclusione per Besnik Metushi, 26 anni, anche lui albanese, per la partecipazione al furto trasformatosi in rapina. Per l'autista e palo della gang in primo grado l'accusa retta dall’allora sostituto Fabio Origlio aveva chiesto 16 anni di carcere mentre ne aveva chiesti trenta per Marini. Per entrambi conferma delle pene accessorie dell'interdizione perpetua dai pubblici uffici e l'espulsione dal territorio italiano una volta espiata la pena detentiva. Confermata la concessione di una provvisionale - ma nessuno degli imputati ha un reddito fisso da lavoro o proprietà di vario genere - di 100mila euro a favore della parte civile.
Ma in realtà il caso Canozzi non si è ancora chiuso. C’è da processare il terzo uomo. Perchè in quella notte di tregenda con la neve alta un metro nella casa del poliziotto in pensione oltre al condannato per omicidio c'era il cugino: Florind Marini, 25 anni. La sua posizione processuale è stata stralciata. È stato arrestato a Daulle in Albania nel settembre 2013 per altri reati e ad oggi è detenuto in attesa di estradizione. Anche lui dovrà rispondere di omicidio aggravato con dolo eventuale. Un furto andato male. I due cugini avrebbero commesso il delitto durante un furto trasformatosi in rapina pluriaggravata con sequestro di persona con minorata difesa in quanto anziano. Canozzi sarebbe morto soffocato. La paura di essere riconosciuti e il pericolo che l'ex poliziotto fosse armato avrebbe portato i due albanesi a legare e comprimere il cuscino sulla faccia del pensionato per impedirgli di gridare. (l.t.)
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