Il Tirreno

Lucca

Condanna ridotta a un medico

di Luca Tronchetti
Condanna ridotta a un medico

Da due anni a 12 mesi per omicidio colposo in seguito al decesso per setticemia di una giovane madre

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LUCCA. La condanna viene ridotta in Appello da due anni a 12 mesi per la concessione delle attenuanti generiche. Ma le motivazioni della sentenza emessa dal tribunale di Lucca reggono l’urto del secondo grado di giudizio. Per i giudici fiorentini la dottoressa Patrizia Gaglianone, 55 anni, originaria di Rosignano e attualmente in servizio all’Asl 2, è colpevole del reato di omicidio colposo derivante da colpa medica per non aver diagnosticato in tempo a una giovane madre un banale virus influenzale sottovalutando le condizioni della paziente morta per setticemia. Confermata anche la provvisionale stabilita dal collegio giudicante di Lucca presieduto da Stefano Billet: 350mila euro.

Il decesso avvenne la mattina del 5 novembre 2011. Vittima una donna impiegata all'ufficio legale della Kartogroup: Sabrina Baldanzi di 42 anni. Per quella tragica morte che ha privato dell'affetto materno un bimbo di tre anni vennero indagate Patrizia Gaglianone, medico di turno al pronto soccorso che avrebbe sottovalutato le condizioni di salute della paziente e Umberto Lazzeri, 59 anni, di Pontetetto, medico di famiglia assolto per non aver commesso il fatto già in primo grado. Nei confronti del medico Asl i giudici del collegio giudicante di Lucca condannarono a 2 anni (l’accusa aveva chiesto 16 anni) e nel dispositivo della sentenza il giudice stabilì la provvisionale da assegnare alle parte civili costituitesi attraverso l'avvocato Gaetano Anastasio. Resta aperta la causa civile nei confronti dell'Asl 2. La vecchia operazione. Il referto stilato dai medici del pronto soccorso parlava di «shock settico in corso di peritonite acuta da sezione di ansa intestinale causata dalla briglia aderenziale per un pregresso intervento chirurgico di endometriosi ovarica». Per la procura quella morte poteva essere evitata. Il medico del pronto soccorso non tenne conto del pregresso intervento di chirurgia ginecologica. Una briglia aderenziale che aveva formato una forcella intorno ad un'ansa dell'intestino tenue che a sua volta aveva causato una necrosi nell’intestino con rottura delle viscere. Un esame accurato e un conseguente intervento chirurgico avrebbero risolto il problema. Ma non fu fatto.

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