Il Tirreno

Lucca

Sull’elisoccorso M5S sferra l’attacco la Regione sta zitta

di Samuele Bartolini
Sull’elisoccorso M5S sferra l’attacco la Regione sta zitta

L’interrogazione riguarda tre ospedali toscani Per il San Luca la risposta al rumore troppo alto non c’è

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LUCCA. Vietato decollare e atterrare. E non è detto che ci sia sempre nelle vicinanze un campo da calcio che supplisca alla carenza di strutture abilitate. Saranno anche nuovi di zecca, sarà pure che il taglio del nastro è ancora "fresco" di sforbiciata, ma i tre ospedali di Lucca, Massa e Prato non risultano sempre accessibili all'elisoccorso Pegaso.

I fatti parlano chiaro. L'elicottero in dotazione al servizio sanitario regionale a Massa non può atterrare né decollare. È il nostro giornale ad aver scoperto che le tegole delle abitazioni vicine all'ospedale prendono il volo quando il Pegaso si avvicina troppo. E alcune coperture sono pure fatte di amianto, dunque potenzialmente cancerogene. Al San Luca di Lucca, invece, è il rumore dell'elicottero a creare problemi. All'arrivo e alla partenza la soglia dei decibel schizza troppo in alto per le orecchie delle persone che abitano nelle case ad una quarantina di metri dall'ospedale. Problemi di natura economica risulterebbero al Nuovo Ospedale di Prato.

Ma la questione delle elisuperfici dei tre nosocomi è finita sui banchi del consiglio regionale. È stato il Movimento 5 Stelle a fare una domanda precisa: «Com'è possibile che su quattro nuove strutture identiche (la quarta è quella di Pistoia, ndr) tre non abbiamo l'elisuperficie abilitata per il servizio?». L'interrogazione è diretta all'assessore alla sanità Stefania Saccardi che non nasconde l'evidenza del problema, eppure la risposta non è altrettanto diretta e va a cercare le soluzioni alternative per l'atterraggio e il decollo nei campi da calcio vicini agli ospedali. «Per quanto riguarda Massa, c'è un problema di natura legale - ammette l'assessore e comunque - la sperimentazione dell'utilizzo dei campi sportivi illuminati per l'atterraggio notturno degli elicotteri 118, inizialmente individuati in quelli di Fivizzano, Pontremoli e Licciana Nardi, si è conclusa positivamente». Dunque al momento l'alternativa su Massa non manca. Per quanto riguarda, invece, l'elisuperficie del Santo Stefano di Prato è l'azienda sanitaria a dire la sua: «Non è possibile atterrare di notte non per problemi di carattere strutturale ma per una precisa scelta. Per attivare l'elisuperficie anche per le ore notturne sarebbe stato necessario fare almeno 50 movimenti l'anno, a Prato invece l'attività è molto al di sotto e quindi si è preferito, dal momento che l'attivazione per le 24 ore è molto onerosa (serve personale di terra sempre in servizio) e il Cto vicino (ci sono due minuti di volo), rinunciare al servizio». Insomma. Per dirla in altro modo, al nuovo ospedale di Prato costa di meno fare atterrare il Pegaso al Cto di Firenze. Rimane senza risposta la questione dei decibel al San Luca di Lucca. Mentre pesa come un macigno la sentenza del Tar che ha detto no sull'uso dell'elisoccorso di Lucca, rigettando i ricorsi di Asl e della Sat spa, la società costruttrice dei 4 nuovi ospedali. «E ci chiediamo - attacca Quartini - se quest'ultima sarà finalmente chiamata a rispondere di queste inefficienze o la politica Pd gli continuerà a fare da scudo».

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