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Porcari, aumenta l’emergenza abitativa

Porcari, aumenta l’emergenza abitativa

Per il 2016 l’amministrazione comunale ha destinato 860mila euro ai servizi sociali

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PORCARI. Aumentano a Porcari le situazioni di emergenza abitativa. In crescita il numero degli sfratti e gli interventi a sostegno dell'affitto. Dieci interventi nel 2015 dello Sportello Casa, sei in più rispetto all'anno precedente, hanno riguardato l'accompagnamento nella ricerca di un nuovo alloggio, l'ospitalità in alloggio d'emergenza, l’anticipo della caparra d'affitto e delle prime mensilità per pagare le spese, il microcredito per le utenze arretrate e le proposte di co-housing.

Sono stati gestiti anche i casi morosità con l'erogazione di contributi finalizzati al mantenimento dell'alloggio e ad evitare lo sfratto. Anche per il 2016 l'amministrazione comunale manterrà la stessa spesa per i servizi sociali: 860mila euro. «L'amministrazione comunale conferma l'impegno nel contrasto alla povertà – sottolinea l'assessore al sociale Fabrizia Rimanti – Aumentano ad esempio, le morosità nel pagamento degli affitti». Mentre sono calate le domande di contributo affitto (107 nel 2014, 80 nel 2015), per i quali il Comune impegna 40mila euro. Una situazione paradossale che nasconde un profondo disagio. Significa che queste famiglie non ce la fanno a pagare il canone dell'affitto, requisiti comunque necessari per accedere ai contributi. Sul fronte delle bollette di luce, acqua e gas, che molte famiglie stentano a pagare con regolarità, l'amministrazione ha erogato contributi straordinari per 15mila a favore di disoccupati e lavoratori in mobilità.

Oltre agli interventi ordinari (20mila euro di sussidi agli indigenti) il Comune ha rinnovato le convenzioni con le associazioni che operano nel settore locale, banca alimentare e un supermercato locale per la fornitura di generi di prima necessità alle famiglie in situazioni di disagio per un importo complessivo di 18mila euro. «Per quanto riguarda i servizi sociali l'aspetto più significativo è costituito dall'essere riusciti a "fare rete" in modo da realizzare una diversità di interventi che garantiscono la permanenza nel proprio domicilio di anziani non autosufficienti. Nel 2015, infatti, nessun cittadino di Porcari risultava ricoverato in residenze sanitarie assistenziali». (ni.nu.)

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