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Lucca

L’ospedale resta senza elisuperficie

L’ospedale resta senza elisuperficie

Il Tar boccia i ricorsi di Sat e Asl: la piazzola non si può usare

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LUCCA. No, l’elisoccorso del San Luca proprio non può essere adoperato. A pronunciare l’ennesimo “niet” in una vicenda che ha più di un aspetto grottesco sono i giudici del Tar della Toscana, che hanno rigettato i ricorsi che l’Asl e Sat (la società che ha realizzato il San Luca e gli altri tre nuovi ospedali della Regione) avevano presentato contro le determinazioni di Arpat, Comune Provincia.

Certo, rimane ancora sempre in piedi la possibilità di ricorrere al Consiglio di Stato. Ma la possibilità di vedere atterrare il giallo Pegaso sulla piazzola ormai inutilizzata dai tempi delle “prove” prima dell’apertura del San Luca sembra giocoforza allontanarsi.

Il collegio di giudici amministrativi smonta, nel merito, le motivazioni che stavano alla base dei ricorsi di Sat e Asl. In sostanza - spiegano nella sentenza - la determinazione finale della conferenza dei servizi del febbraio 2015 fu correttamente adottata: «Il dissenso manifestato dall’Arpat con riferimento alla problematica del rumore è stato condiviso e fatto proprio da tutti i partecipanti alla conferenza e praticamente non contestato dalla stessa Asl proponente. Non era pertanto presente quel dissenso di una o più amministrazioni che impone la rimessione della decisione alla presidenza del Consiglio dei ministri».

Perché il punto è tutto qui: nel rumore che gli atterraggi e i decolli del Pegaso causerebbero a scapito delle case più vicini (distanti soltanto 38 metri dall’elisuperficie). E per i giudici è legittimo - come ha fatto l’Arpat - sottoporre l’attività di elisoccorso alla valutazione di impatto acustico (non superata) invece che alla più blanda “valutazione previsionale di clima acustico”. Insomma, la “categoria” alla quale appartiene l’elisuperficie è la stessa di aeroporti ed eliporti. Detto per inciso, anche sul numero effettivo dei voli necessari ogni anno c’è stato un balletto. I giudici spiegano infatti che negli atti del procedimento per richiedere l’autorizzazione l’Asl parla di «meno di cinquanta voli». Poi, però, nel ricorso cita circa sei voli annuali. Per aggiungere confusione, proprio al nostro giornale (a novembre 2015) l’Asl ha detto che l’elisoccorso atterra a Lucca 10-12 volte l’anno. Un dato - per di più - contestato e rivisto al rialzo anche dallo stesso personale dell’azienda sanitaria.

Cosa succederà adesso? Per i prossimi mesi è più che probabile che tutto vada avanti come è avvenuto finora: quando c’è bisogno di portare un paziente con l’elisoccorso, il Pegaso atterrerà sugli spalti delle Mura e il malato sarà poi trasferito al San Luca con un’ambulanza. Ma è probabile che prima o poi la situazione si sblocchi. Da una parte, infatti, è ancora pendente un ricorso presentato dall’Asl contro Sat. Che - in caso di condanna di quest’ultima - potrebbe portare alla costruzione di una nuova superficie in una zona più adatta o a un risarcimento per l’azienda sanitaria. Dall’altra, anche la vicenda davanti ai giudici amministrativi dovrà avere una fine. E sembra difficile, per l’Asl, ottenere le ventilate deroghe per un numero limitato di voli l’anno. Più facile che l’elisuperficie mai utilizzata venga spianata per fare quello che i dipendenti chiedono da anni: ampliare il parcheggio a loro riservato.(l.c.)

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