Gioco
La gang dell’acetilene fugge con 40mila euro
Esplode il bancomat della Cassa di Risparmio a Monsagrati
LUCCA. Criminalità: è allarme rosso. Dopo le sette rapine in sette giorni torna a colpire a due mesi di distanza la banda dell’acetilene che nella notte tra giovedì e venerdì in poco più di tre minuti fa saltare in aria il bancomat della filiale della Cassa di Risparmio di Lucca Pisa e Livorno a Monsagrati e fugge con un bottino che si aggira sui quarantamila euro. Dalle telecamere di sorveglianza esterne sistemate all’ingresso dell’istituto di credito si vedono due persone incappucciate che salgono su una berlina Volkswagen, una Golf o una Polo, e ripartono a forte velocità verso Camaiore dopo aver provocato la deflagrazione. Ironia della sorte non è attivo il sistema di sicurezza che entra in azione non appena viene forzata la cassa bancomat macchiando con inchiostro indelebile la cartamoneta e rendendola inutilizzabile. Così la banda composta, oltre ai due esecutori materiali del colpo anche dall’autista-palo alla guida della vettura, fugge con il cospicuo bottino senza lasciare a terra neanche una banconota. Il boato è talmente forte che non solo distrugge gli infissi dello sportello bancario, ma causa danni anche all’appartamento che si trova al piano superiore della sede di Monsagrati della Cassa di Risparmio. Ed è proprio il proprietario dell’abitazione, che si sveglia di soprassalto in seguito allo scoppio, apre la finestra vede i banditi e avverte la centrale operativa dei carabinieri. Sono le 2,30 di notte e il colpo è andato a buon fine.
Banditi pronti a tutto. La gang ha studiato il piano nei minimi dettagli, ma non si fa troppi problemi a infrangere la vetrage d’ingresso dello sportello bancario in corrispondenza della cassa bancomat. Utilizzando mazze e picconi la mandano in frantumi incuranti del sistema d'allarme collegato con un istituto di vigilanza e con i carabinieri, che entra in azione. I due malfattori mascherati si creano così un varco per entrare nell’area dove si trova lo sportello. A quel punto inseriscono un tubo di plastica nella piastra metallica della cassetta bancomat riempendolo di una miscela di ossigeno e acetilene usata per le saldature. Contestualmente preparano l'innesco con fili elettrici sistemati all'altezza dello sportello. Bastano tre minuti per causare l'esplosione. Con lo scoppio che è più devastante del previsto perché senza la giusta miscellanea la reazione chimica, oltre a un principio d’incendio, può causare il crollo del soffitto, crepe nei muri e danni ingentissimi alle strutture dell’edificio. Pezzi metallici e di plastica del bancomat finiscono a un centinaio di metri di distanza e l’odore acre di materiale bruciato si espande nella zona.
Colpo fotocopia due mesi prima
Nel giro di venti minuti raggiunge la banca depredata una pattuglia dei carabinieri del radiomobile, ma dei banditi nessuna traccia. Proprio nel tardo pomeriggio del 17 marzo impiegati della banca avevano caricato lo sportello con 45mila euro. L'ultimo colpo del genere si era verificato alla filiale Monte dei Paschi di via Piaggiori a Segromigno in Monte il 22 gennaio scorso e fruttò alla gang dell’acetilene quasi 50mila euro.
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