Sicurezza
Migranti, scuole e palestre per gli arrivi estivi
Il prefetto incontra i sindaci “no profughi” e trova disponibilità. Ma per la bella stagione serve un altro centro di smistamento
LUCCA. Li ha messi seduti intorno a un tavolo, li ha guardati negli occhi e ha detto loro: «Così non va». E anche se non lo ha detto, l’ha pensato. L’importante è che alla fine il messaggio sia arrivato. Ieri il prefetto Giovanna Cagliostro ha voluto incontrare sindaci e amministratori dei Comuni della provincia che ancora non hanno fatto abbastanza in tema di accoglienza. Gli afflussi sono ricominciati, la tensostruttura è già stracolma e molte amministrazioni non hanno ancora aperto le porte ai richiedenti asilo. Una situazione esplosiva, che richiede un intervento tempestivo, caldeggiato anche dalla Regione nella riunione che si è tenuta lo scorso 16 febbraio a Firenze. Riunione in cui ai prefetti è stato chiesto di fare la voce grossa con gli amministratori “no profughi”. Perché in vista dell’estate, se gli sbarchi riprenderanno copiosi, il prefetto dovrà individuare un altro centro di smistamento in cui sistemare momentaneamente i migranti, prima che vengano assegnati a una struttura di prima accoglienza. In pratica, una sorta di centro di smistamento gemello della tensostruttura di via delle Tagliate. Non è la priorità di questi giorni, ma il prefetto ci sta facendo un pensiero: «Su questo fronte non ci sono decisioni già prese, ma solo valutazioni da fare – spiega – Se non ci sarà la disponibilità richiesta, di fronte a flussi ingenti valuterò concretamente l’idea di sistemare i nuovi arrivi in palestre ed edifici scolastici non utilizzati, per sdoppiare e alleggerire la tensostruttura della Croce rossa». Nessuna requisizione, dunque, ma l’ipotesi è quella di usare edifici pubblici inutilizzati.
I numeri. Il territorio provinciale sta facendo la sua parte: qui ci sono già 566 migranti, ospitati in piccoli gruppi, all’interno di 62 diverse strutture. A questi, che sono in attesa di una risposta alla domanda di asilo politico, bisogna aggiungere i 166 della tensostruttura della Croce rossa alle Tagliate. Molto è stato fatto, ma non abbastanza. Almeno se l’idea è quella di rispettare il rapporto di 1 profugo ogni 600 abitanti indicato dalla Regione come misura ideale. Per raggiungere il traguardo mancano ancora un centinaio di posti. “Colpa” delle 11 amministrazioni (su 33 in provincia) che ancora non hanno un migrante sul loro territorio. Tra questi i Comuni più grandi sono Pietrasanta (-41), Altopascio (-26) e Montecarlo (-7). Inoltre, ci sono una manciata di Comuni che si discostano significativamente dalla quota ideale loro assegnata: i casi più clamorosi sono quelli di Viareggio (-53), Camaiore (-23) e Capannori ( -25).
La riunione. Questo è lo scenario in cui il prefetto Giovanna Cagliostro ha voluto incontrare gli amministratori per cercare di trovare rapidamente una soluzione al problema. Anche perché con la bella stagione alle porte presto riprenderanno gli sbarchi. Alcuni sindaci non erano presenti (Altopascio e Montecarlo), altri hanno mandato i rappresentanti (tra questi Pietrasanta), ma nella maggior parte dei casi il prefetto ha trovato interlocutori disponibili. «L’incontro è stato positivo – spiega Cagliostro – Viareggio e Camaiore hanno dato la disponibilità ad accogliere un significativo numero di migranti nel giro di una ventina di giorni. Aperture ci sono state anche da Castelnuovo, Porcari, Borgo a Mozzano. Gli assenti? Ne parlerò con la Regione e saranno loro a intervenire».
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